Spettacolo dal vivo, il MiC stanzia oltre 105 milioni di euro: al centro le periferie e i nuovi poli culturali della rigenerazione urbana
- piscitellidaniel
- 5 nov
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Il Ministero della Cultura ha approvato un nuovo piano di finanziamenti per il settore dello spettacolo dal vivo, con uno stanziamento complessivo di oltre 105 milioni di euro destinato in larga parte ai progetti di valorizzazione nelle periferie urbane. L’iniziativa, che rientra nel quadro delle politiche di inclusione e coesione territoriale promosse dal governo, mira a sostenere teatri, centri culturali, compagnie indipendenti e associazioni che operano nei quartieri meno centrali delle grandi città italiane. L’obiettivo è rafforzare la presenza della cultura come strumento di sviluppo sociale, creando nuovi spazi di aggregazione e promuovendo l’accesso alle arti performative per un pubblico più ampio e diversificato.
Il piano si inserisce in una strategia pluriennale del Ministero volta a riequilibrare la distribuzione delle risorse nel settore culturale, spesso concentrate nei grandi poli artistici delle città storiche. Con questo intervento, lo Stato punta a rendere la cultura un elemento strutturale di rigenerazione urbana, favorendo la nascita di nuovi poli di produzione e diffusione artistica nelle aree marginali. L’iniziativa interessa tutte le regioni italiane e prevede il coinvolgimento diretto di enti locali, fondazioni lirico-sinfoniche, teatri stabili e reti territoriali già attive nella promozione delle arti dal vivo.
I fondi saranno suddivisi in più linee di intervento. Una parte significativa è destinata alla riqualificazione di strutture teatrali e musicali esistenti, molte delle quali necessitano di interventi di ammodernamento e adeguamento tecnologico. Un’altra quota sarà dedicata alla creazione di nuovi spazi polifunzionali nelle periferie urbane, con particolare attenzione ai comuni di medie dimensioni e alle aree metropolitane che non dispongono di un’offerta culturale stabile. L’obiettivo è garantire una programmazione continuativa e di qualità, capace di coinvolgere le comunità locali e di attrarre nuovi pubblici, soprattutto giovani e famiglie.
Il Ministero ha sottolineato che il nuovo piano di finanziamento non si limita a sostenere la produzione artistica, ma punta a generare un impatto sociale ed economico più ampio. La cultura, in questa visione, diventa un motore di rigenerazione territoriale e di coesione, in grado di stimolare la partecipazione civica e l’inclusione. Gli investimenti serviranno a potenziare l’offerta di spettacoli, ma anche a promuovere la formazione professionale e l’occupazione nel settore, con il coinvolgimento di maestranze tecniche, giovani artisti e operatori culturali. In questa prospettiva, le periferie si trasformano in laboratori di sperimentazione e innovazione creativa.
Un ruolo centrale sarà affidato alla collaborazione tra istituzioni pubbliche e soggetti privati. Il piano del MiC prevede la possibilità di cofinanziamento con enti locali e fondazioni bancarie, così da amplificare l’efficacia delle risorse pubbliche e garantire la sostenibilità nel lungo periodo. Tra le misure previste vi sono anche agevolazioni per i progetti che favoriscono la partecipazione delle comunità locali, l’inclusione delle fasce sociali più deboli e la valorizzazione delle identità culturali territoriali. Questo approccio partecipativo rappresenta un elemento chiave del modello di sviluppo culturale che il Ministero intende promuovere: la cultura non come prodotto da consumare, ma come processo condiviso e generatore di valore collettivo.
Dal punto di vista operativo, i 105 milioni di euro saranno distribuiti attraverso bandi pubblici, che definiranno criteri di selezione basati su qualità artistica, impatto sociale e sostenibilità economica dei progetti. Le linee guida privilegeranno le iniziative capaci di attivare reti territoriali e di creare sinergie tra realtà culturali diverse, dal teatro di comunità alla danza contemporanea, dalla musica dal vivo alle arti circensi e performative. Particolare attenzione sarà rivolta ai progetti che prevedono percorsi di formazione e di coinvolgimento diretto del pubblico, in coerenza con gli obiettivi del Fondo Unico per lo Spettacolo (FUS).
Il nuovo intervento si aggiunge ai programmi di sostegno già avviati dal MiC negli ultimi anni, tra cui i progetti “Cultura Futuro Urbano” e “Borghi in Festival”, che hanno contribuito a rilanciare la vitalità culturale di territori spesso esclusi dai grandi circuiti artistici. L’esperienza maturata con questi progetti ha dimostrato come gli investimenti in cultura possano generare benefici tangibili, non solo in termini di occupazione e sviluppo economico, ma anche di benessere sociale e qualità della vita. La cultura, intesa come infrastruttura civile, contribuisce infatti a rafforzare i legami comunitari e a migliorare la percezione di sicurezza e appartenenza nei contesti urbani.
Secondo le prime stime diffuse dal Ministero, gli interventi previsti potranno attivare complessivamente oltre 400 progetti su scala nazionale, con ricadute significative in termini di occupazione diretta e indotta. Si prevede la creazione di circa 3.000 posti di lavoro tra tecnici, artisti e operatori culturali, oltre al coinvolgimento di migliaia di volontari e associazioni locali. Un’attenzione particolare sarà riservata alle nuove generazioni, con programmi dedicati ai giovani artisti emergenti e alle scuole, per favorire l’educazione teatrale e musicale sin dalla prima infanzia.
L’azione del MiC si colloca inoltre in linea con le politiche europee per la cultura e la coesione sociale. Il piano italiano è cofinanziato da fondi del programma Next Generation EU e dal Fondo Sociale Europeo Plus, che promuovono la partecipazione culturale come leva per la crescita inclusiva e sostenibile. In questa prospettiva, la rigenerazione culturale delle periferie si lega ai più ampi obiettivi di transizione ecologica e digitale, attraverso l’utilizzo di tecnologie innovative per la fruizione e la produzione artistica, come la realtà aumentata, le piattaforme di streaming e i sistemi di archiviazione digitale delle opere.
La sfida che si apre con l’investimento da 105 milioni di euro è quella di consolidare un modello di sviluppo culturale diffuso, capace di rendere lo spettacolo dal vivo accessibile a tutti e di trasformare la cultura in una componente essenziale della cittadinanza. Le periferie, spesso percepite come luoghi di marginalità, diventano così i nuovi centri propulsori di creatività e innovazione, in un percorso che mette al centro la qualità artistica e il valore sociale della cultura come fattore di crescita condivisa.

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