Russia abbatte 127 droni ucraini: escalation militare e vertice G7 sulle finanze a sostegno di Kiev
- piscitellidaniel
- 21 mag
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Il 21 maggio 2025 la Federazione Russa ha annunciato di aver abbattuto ben 127 droni lanciati dall’Ucraina in una delle operazioni più estese dall’inizio della guerra. Secondo quanto dichiarato dal Ministero della Difesa russo, i velivoli senza pilota sono stati neutralizzati nelle regioni di Bryansk, Kursk, Belgorod, in Crimea e nel Mar Nero. L’attacco, secondo Mosca, avrebbe avuto come obiettivo infrastrutture strategiche, tra cui installazioni militari e snodi logistici. Il bilancio preliminare parla della morte di almeno un civile a Bryansk e di danni materiali rilevanti, in particolare nella rete elettrica regionale.
Il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, ha definito l'operazione ucraina “una provocazione premeditata” e ha promesso “risposte severe e proporzionate” nel caso in cui tali azioni si ripetano. I comandi militari russi hanno sottolineato l’efficacia dei sistemi di difesa antiaerea dispiegati lungo le direttrici occidentali del Paese, ma il numero elevato di droni impiegati ha sollevato dubbi sulla tenuta delle linee difensive in caso di operazioni ancora più massicce.
Fonti ucraine non hanno confermato né smentito l’azione, come da consuetudine, ma alcuni consiglieri presidenziali hanno dichiarato che l’Ucraina ha pieno diritto di colpire obiettivi militari all’interno del territorio russo in quanto parte integrante della strategia di difesa nazionale. Kyiv ha anche accusato Mosca di aver lanciato contemporaneamente missili a lungo raggio contro le città di Kharkiv e Dnipro, con vittime civili e numerosi feriti.
Questi sviluppi militari si sono verificati in parallelo al vertice dei ministri delle Finanze del G7 tenutosi in Canada, nel quale il tema dell’Ucraina ha occupato un posto centrale. I rappresentanti economici delle sette economie più industrializzate hanno discusso una proposta avanzata dagli Stati Uniti per finanziare un nuovo pacchetto da 50 miliardi di dollari a favore del governo ucraino, utilizzando gli interessi maturati sugli asset russi congelati nei Paesi occidentali. Si tratta di fondi bloccati sin dal 2022, per un valore stimato di circa 300 miliardi di euro, che da tempo rappresentano una leva geopolitica nel confronto tra l’Occidente e la Russia.
La proposta americana, sostenuta con forza anche da Regno Unito e Canada, ha incontrato però resistenze da parte di Germania e Francia, più caute sul piano giuridico e preoccupate per le possibili ritorsioni finanziarie e commerciali da parte di Mosca. La discussione si è protratta fino a tarda sera, con i ministri impegnati nella stesura di un comunicato congiunto che rischiava di saltare proprio per le divergenze sulla gestione di questi fondi.
Nel frattempo, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è intervenuto al vertice in videocollegamento da Kyiv, chiedendo un’accelerazione delle misure di sostegno economico e militare e ribadendo che l’esito del conflitto sarà decisivo per la stabilità dell’Europa. Zelensky ha chiesto in particolare maggiore rapidità nella consegna di aiuti, l’avvio del programma di ricostruzione delle infrastrutture e l’adozione di un quadro normativo che permetta l’uso sistemico dei beni russi sequestrati.
Il presidente ucraino ha anche denunciato l’intensificarsi degli attacchi missilistici e dronici russi contro le aree civili, affermando che la Russia sta cercando di logorare la resistenza ucraina con attacchi prolungati e indiscriminati. Nelle stesse ore, l’aeronautica ucraina ha annunciato di aver intercettato 21 missili russi e 12 droni kamikaze Shahed nel cielo sopra Odessa e Mykolaiv, a conferma di una spirale di violenza in continuo aumento.
Sullo sfondo di questi eventi si profila un quadro strategico sempre più incerto. Gli analisti ritengono che l’utilizzo intensivo di droni da parte di Kyiv rappresenti una risposta all’impossibilità, almeno nel breve termine, di lanciare controffensive terrestri su larga scala, data la superiorità numerica e tecnologica russa in determinati settori del fronte. Allo stesso tempo, la Russia appare determinata a consolidare le sue posizioni nei territori occupati, trasformando il conflitto in una guerra di logoramento con obiettivi tattici limitati ma continui.
Con l’estate ormai alle porte, gli osservatori internazionali temono che la guerra possa subire una nuova accelerazione, favorita anche dalle condizioni climatiche favorevoli alle operazioni militari. Mentre i governi occidentali valutano nuove misure per rafforzare il sostegno all’Ucraina, la diplomazia internazionale continua a cercare spazi per un dialogo che, per ora, appare lontano.

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