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Ritorno all’investimento immobiliare: strategie e rischi in un mercato che cambia

Dopo un decennio di incertezze e oscillazioni, il mercato immobiliare italiano sta vivendo una fase di rinnovato interesse da parte di investitori privati e istituzionali. A fronte di rendimenti volatili nei mercati finanziari e di un’inflazione ancora sopra i livelli pre-pandemici, l’immobile torna ad essere percepito come un bene rifugio, ma con caratteristiche profondamente mutate rispetto al passato.

Le aree metropolitane restano centrali, ma l’attenzione si sta spostando sempre più verso i centri urbani minori, i borghi turistici e le zone ad alta sostenibilità ambientale. Il criterio della “location” non è più legato esclusivamente alla vicinanza ai centri direzionali, ma anche alla qualità della vita, alla connessione digitale e alla presenza di servizi.

Gli investimenti non si orientano più unicamente sul mattone residenziale classico: crescono gli acquisti per locazione breve, i co-living, le ristrutturazioni green e le operazioni di rigenerazione urbana. Il PNRR e i fondi europei rappresentano un moltiplicatore importante per progetti immobiliari legati all’efficienza energetica, alla mobilità sostenibile e alla riqualificazione di spazi pubblici e immobili in disuso.

Tuttavia, i rischi restano consistenti. La crescita dei tassi d’interesse ha reso più onerosi i mutui, mentre l’aumento dei costi di costruzione ha ridotto i margini di redditività per i nuovi cantieri. Inoltre, il rischio normativo – specie in tema di agevolazioni fiscali e vincoli ambientali – può compromettere la convenienza degli investimenti a medio-lungo termine.

A livello fiscale, l’evoluzione dell’IMU, la riforma del catasto e le nuove norme sulla certificazione energetica rappresentano variabili cruciali per valutare la reale sostenibilità economica di un investimento. È ormai imprescindibile un approccio professionale e multidisciplinare, capace di integrare aspetti tecnici, urbanistici, legali e finanziari.

Il nuovo investitore immobiliare non è più il piccolo risparmiatore alla ricerca della “casa da affittare”, ma un soggetto più evoluto, attento alle logiche ESG, al rendimento reale netto e al bilanciamento del rischio. In un contesto sempre più dinamico, il settore immobiliare italiano può tornare a essere protagonista, a patto di saper rinnovare le sue logiche e i suoi strumenti.

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