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Rinnovabili, nel 2025 crollano le richieste di autorizzazioni: il solare segna -63%

Nel 2025 si registra un forte rallentamento nelle richieste di autorizzazioni per nuovi impianti da fonti rinnovabili, con un calo complessivo che colpisce in particolare il comparto fotovoltaico, dove le istanze segnano una flessione del 63% rispetto all’anno precedente. Il dato rappresenta un segnale di inversione rispetto alla fase di forte espansione registrata negli ultimi anni, quando l’interesse per nuovi progetti era cresciuto in modo sostenuto sull’onda degli incentivi e della spinta alla transizione energetica.


Il calo delle domande autorizzative riflette una combinazione di fattori. Tra questi, l’incertezza normativa, i tempi lunghi delle procedure amministrative e la ridefinizione degli schemi di sostegno pubblico. Dopo un periodo caratterizzato da una corsa agli investimenti, anche in risposta all’aumento dei prezzi dell’energia e alla necessità di ridurre la dipendenza dalle importazioni, il settore sembra ora attraversare una fase di maggiore cautela.


Il fotovoltaico, che negli ultimi anni aveva rappresentato il segmento più dinamico delle rinnovabili, risente in modo particolare della frenata. La riduzione delle richieste di autorizzazione può essere legata alla saturazione di alcune aree idonee, alle difficoltà di connessione alla rete elettrica e alla crescente opposizione locale in alcuni territori. Le procedure per l’installazione di grandi impianti a terra richiedono valutazioni ambientali e paesaggistiche che possono rallentare o scoraggiare nuovi progetti.


Anche l’eolico registra segnali di rallentamento, sebbene in misura meno marcata rispetto al solare. Il settore si confronta con criticità simili, tra cui iter autorizzativi complessi e vincoli territoriali. L’esigenza di conciliare sviluppo delle rinnovabili e tutela del paesaggio rappresenta uno dei nodi principali del dibattito pubblico, con posizioni spesso divergenti tra operatori, amministrazioni locali e comunità.


Il calo delle richieste nel 2025 potrebbe avere ripercussioni sugli obiettivi di crescita della capacità installata previsti dai piani nazionali ed europei. L’Italia, come altri Paesi membri dell’Unione europea, è chiamata ad accelerare la produzione da fonti pulite per rispettare i target di decarbonizzazione al 2030 e al 2050. Una frenata nelle autorizzazioni rischia di rallentare il percorso di transizione energetica e di incidere sugli investimenti programmati.


Le associazioni di settore sottolineano la necessità di semplificare le procedure e di garantire maggiore certezza regolatoria. Gli operatori chiedono tempi più rapidi per il rilascio dei permessi e una definizione chiara delle aree idonee allo sviluppo di nuovi impianti. La pianificazione territoriale e l’adeguamento delle infrastrutture di rete rappresentano elementi essenziali per sostenere la crescita del comparto.


Dal punto di vista economico, il settore delle rinnovabili aveva attratto negli ultimi anni capitali significativi, anche grazie alla maggiore sensibilità degli investitori verso progetti a basso impatto ambientale. Il rallentamento delle nuove iniziative potrebbe influire sulla dinamica occupazionale e sulla filiera industriale collegata alla produzione e installazione degli impianti. La stabilità delle regole e la prevedibilità degli incentivi sono fattori determinanti per mantenere alta la fiducia degli operatori.


Il contesto macroeconomico incide a sua volta sulle decisioni di investimento. Il costo del denaro più elevato rispetto al periodo precedente rende più oneroso il finanziamento di nuovi progetti, soprattutto per impianti di grandi dimensioni. La combinazione tra tassi più alti e incertezza autorizzativa contribuisce a spiegare la riduzione delle richieste nel 2025.


Il dato del -63% per il solare rappresenta un segnale che impone una riflessione sulle politiche di sostegno alla transizione energetica. L’obiettivo di incrementare la quota di energia rinnovabile nel mix nazionale resta centrale, ma richiede un quadro normativo stabile e procedure amministrative efficienti. La dinamica delle autorizzazioni costituisce un indicatore anticipatore della capacità del sistema di tradurre gli obiettivi strategici in progetti concreti, in un settore che continua a essere considerato cruciale per la competitività e la sostenibilità dell’economia italiana.

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