Regione Lombardia mette a terra una nuova spinta all’export per le PMI
- piscitellidaniel
- 29 ott 2025
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La Regione Lombardia lancia un programma articolato volto a sostenere le micro, piccole e medie imprese (PMI) lombarde nella fase di internazionalizzazione e rafforzare l’export regionale, con un focus specifico sul superamento delle barriere all’accesso ai mercati esteri e sulla digitalizzazione della filiera esterna. L’iniziativa si inserisce nel quadro delle politiche di sviluppo industriale e commerciale della Regione, che mira a consolidare il ruolo internazionale del tessuto produttivo lombardo e a rilanciare la presenza dei suoi comparti chiave nei mercati globali. Il piano prevede strumenti finanziari e agevolativi, accompagnamento specialistico, formazione e networking con operatori internazionali, con l’obiettivo di potenziare la competitività esterna delle imprese e facilitare un salto dimensionale verso l’export.
Nella pratica, la Regione propone un bando denominato “Verso Nuovi Mercati”, gestito nell’ambito del Programma Regionale FESR 2021-2027, che offre alle PMI lombarde la possibilità di presentare un piano di azione per l’internazionalizzazione. Tale piano deve contenere un’analisi dei mercati target, una strategia operativa, risorse, tempistiche e modalità di monitoraggio dei risultati. Le imprese partecipanti possono accedere a contributi a fondo perduto e a finanziamenti agevolati coprendo una quota significativa delle spese ammissibili: il sostegno può arrivare fino all’85 % delle spese, con suddivisione tra contributo a fondo perduto e prestito agevolato. Le attività ammesse includono consulenza specialistica per l’export, adeguamento dell’offerta ai mercati esteri, e-commerce internazionale, certificazioni, partecipazione a fiere e missioni commerciali all’estero.
Dal punto di vista quantitativo, i dati più recenti indicano che la Lombardia mantiene una posizione di leadership nell’export nazionale: le esportazioni regionali hanno superato i 160 miliardi di euro, e nei primi sei mesi dell’anno la crescita ha registrato un’accelerazione. Questo contesto rende particolarmente rilevante il sostegno strutturato alle PMI, che spesso incontrano difficoltà nell’affrontare mercati lontani, ritardi nella digitalizzazione o carenze nella governance dell’internazionalizzazione. La misura regionale vuole colmare tali gap, stimolando processi di crescita e di qualificazione competitiva delle imprese lombarde verso l’estero.
Un elemento distintivo del piano riguarda l’approccio “tailor-made” : le imprese non ricevono semplicemente un voucher o un finanziamento, ma sono chiamate a definire un piano strategico di espansione all’estero, accompagnate da esperti e con supporto nella fase di progettazione, monitoraggio e rendicontazione del progetto. In questo modo la Regione cerca di elevare la maturità delle imprese rispetto all’internazionalizzazione, rafforzando non solo l’attività di esportazione puntuale, ma anche la capacità di costruire un modello continuo e scalabile di presenza internazionale. Un ulteriore aspetto è la promozione delle reti d’impresa, della condivisione di risorse e dell’aggregazione delle PMI per migliorare la massa critica e affrontare insieme mercati ad alto contenuto tecnologico o elevata complessità.
La digitalizzazione e le nuove tecnologie sono anch’esse al centro dell’intervento: nel bando sono previste specifiche spese ammissibili per lo sviluppo del commercio elettronico internazionale, l’integrazione delle piattaforme digitali, l’utilizzo di strumenti di customer-journey, analytics di mercato e soluzioni di web marketing adattate ai paesi esteri. Questo perché il contesto globale del 2025 richiede capacità operative e digitali avanzate, non solo capacità produttiva. Le PMI lombarde che vogliono sfruttare il successo del “Made in Italy” all’estero devono competere anche nella gestione della presenza online, nella protezione del marchio e nella logistica internazionale: la Regione, con il bando, intende supportare proprio questa fase cruciale.
Un altro pilastro del progetto regionale è la formazione del capitale umano. Le imprese candidate beneficeranno di percorsi formativi, workshop e mentoring su temi quali procedure doganali, compliance internazionale, logistica, protezione dei diritti di proprietà intellettuale, impostazione di una rete distributiva estera. L’obiettivo è aumentare le competenze interne delle PMI, rendendole meno dipendenti da consulenze esterne e più integrate in un modello di internazionalizzazione autonoma e sostenibile. Il rafforzamento del know-how nei processi export viene visto come condizione determinante per una presenza stabile e competitiva nei mercati internazionali.
Dal versante dell’amministrazione regionale, la misura riflette una consapevolezza crescente del fatto che l’internazionalizzazione non è più solo accesso all’estero, ma richiede strategie complesse, adattabili e continuative. La Regione Lombardia, in coordinamento con le Camere di Commercio, le associazioni di categoria e le agenzie per l’internazionalizzazione, ha promosso una governance integrata che collega finanziamenti, supporto tecnico e promozione esterna. In tal modo le imprese possono accedere a uno sportello unico regionale che facilita l’iter di presentazione della domanda, la rendicontazione e il monitoraggio dei risultati. Questa semplificazione è rilevante perché riduce i tempi di accesso e abbassa le barriere burocratiche che spesso scoraggiano le PMI.
Un aspetto pratico di rilievo riguarda il periodo di presentazione delle domande: la finestra temporale è definita e le imprese devono aver già predisposto un piano d’azione strategico prima di presentarsi. Le spese ammissibili sono precise e comprendono consulenze, servizi di digitalizzazione, partecipazione a eventi promozionali all’estero, attività di marketing internazionale e adeguamento dei prodotti alle esigenze dei mercati esteri. Inoltre, una quota minima del progetto deve riguardare i mercati cosiddetti “nuovi” o “emergenti”, al fine di stimolare l’uscita da schemi consolidati e favorire una diversificazione della presenza internazionale delle imprese lombarde.
In termini di impatto atteso, si punta a stimolare un aumento dell’export delle PMI che partecipano al programma e a costruire una maggiore resilienza del tessuto produttivo regionale rispetto a eventuali shock esterni. Le PMI esportatrici avranno così l’opportunità di innalzare la quota di fatturato derivante dai mercati internazionali, rafforzare la propria competitività su scala globale e generare valore aggiunto nel sistema regionale. In parallelo, la Regione conta di consolidare la propria posizione come “hub europeo” dell’export, non solo per le grandi imprese, ma anche per l’ampia platea di aziende di dimensione media che rappresentano il cuore del sistema produttivo lombardo.
Le PMI lombarde che vorranno cogliere questa opportunità dovranno però prepararsi con rigore: sarà fondamentale la chiarezza del piano d’azione, la definizione di mercati target coerenti con l’offerta aziendale, la capacità di misurare e rendicontare i risultati e l’adozione di comportamenti organizzativi flessibili che permettano di adattarsi ai ritmi e alle variabili dei mercati globali. In aggiunta, le imprese esportatrici dovranno prestare attenzione alla sostenibilità della propria catena produttiva, alla tracciabilità dei materiali, al rispetto delle normative internazionali e alla qualità del prodotto, elementi che diventano leve competitive all’estero.
L’operazione promossa da Regione Lombardia mette dunque in campo una risposta concreta alle sfide che le PMI si trovano ad affrontare nell’era dell’economia globalizzata: dalla trasformazione digitale al contesto geopolitico, dal requisito di multidisciplinarietà all’esigenza di internazionalizzazione strategica. Le imprese che sapranno interpretare e sfruttare questo intervento potranno accedere a un percorso di crescita sul piano internazionale, elevando il loro profilo competitivo e contribuendo al rafforzamento dell’economia lombarda nel contesto globale.

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