ReArm Europe: il piano da 800 miliardi che divide la politica italiana
- piscitellidaniel
- 7 mar
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Il 7 marzo 2025, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha annunciato "ReArm Europe", un ambizioso piano da 800 miliardi di euro destinato a rafforzare la difesa del continente. L'obiettivo è duplice: sostenere l'Ucraina nel conflitto in corso e assumersi una maggiore responsabilità per la sicurezza europea a lungo termine. Tuttavia, questa iniziativa ha suscitato un acceso dibattito all'interno della politica italiana, evidenziando divisioni sia tra le forze di opposizione che all'interno della maggioranza di governo.
Le posizioni nella maggioranza di governo
All'interno della maggioranza, le reazioni al piano sono state variegate. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha espresso riserve sul termine "riarmo", sottolineando che la sicurezza odierna abbraccia vari ambiti, tra cui materie prime, cybersicurezza e infrastrutture critiche. Ha affermato: "Forse stiamo dando messaggi ai cittadini che non sono chiarissimi e bisogna chiarire quel che stiamo facendo". Il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, ha invitato alla cautela, dichiarando che "su difesa e sicurezza europea servono investimenti meditati". Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha ribadito che l'Italia non è un paese guerrafondaio, ma ha riconosciuto la necessità di una difesa efficace.
Le reazioni dell'opposizione
Nel campo dell'opposizione, le reazioni sono state altrettanto eterogenee. Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico, si è opposta al riarmo dei 27 stati europei, pur sostenendo una difesa comune. Ha criticato l'idea di dirottare fondi destinati alla coesione sociale verso la difesa. Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, ha promesso di contrastare quella che ha definito una "furia bellicista". Carlo Calenda, leader di Azione, ha sostenuto la necessità di investire in una difesa europea, mentre Matteo Renzi ha sottolineato l'importanza di una difesa comune. Riccardo Magi, presidente di +Europa, ha riconosciuto l'inevitabilità del riarmo, ma ha avvertito che non dovrebbe ostacolare la costruzione di una difesa comune. Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa Verde, ha affermato che "la strada della pace non è il riarmo", mentre Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana ha descritto l'aumento della spesa militare come un suicidio.
Il contesto europeo
La proposta di von der Leyen si inserisce in un contesto europeo caratterizzato da crescenti tensioni geopolitiche e dalla necessità di rafforzare le capacità di difesa dell'Unione. Negli ultimi anni, l'UE ha cercato di promuovere una maggiore cooperazione nel settore della difesa, come evidenziato dall'approvazione dello "Strategic Compass" nel marzo 2022, un piano volto a rafforzare la politica di sicurezza e difesa dell'UE entro il 2030. Tuttavia, iniziative come il massiccio riarmo della Germania hanno sollevato preoccupazioni riguardo a possibili ostacoli alla realizzazione di una difesa comune europea.

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