top of page

Radia cerca subfornitori per il WindRunner: l’aereo gigante destinato al trasporto delle pale eoliche di nuova generazione

La statunitense Radia ha avviato la ricerca di subfornitori e partner industriali per la produzione del WindRunner, l’aereo cargo più grande mai progettato, pensato per trasportare le nuove pale eoliche di dimensioni record destinate ai parchi energetici onshore e offshore. Il velivolo, attualmente in fase avanzata di sviluppo, rappresenta una delle innovazioni più ambiziose nel campo della logistica per l’energia rinnovabile e promette di rivoluzionare il trasporto dei componenti delle turbine di nuova generazione, oggi limitato dalle dimensioni e dai vincoli infrastrutturali di porti e strade.


Il progetto, guidato dal fondatore e amministratore delegato Mark Lundstrom, nasce da una sfida concreta: le pale eoliche più moderne, lunghe oltre 100 metri, sono troppo grandi per essere trasportate con i mezzi tradizionali. Le attuali infrastrutture logistiche non consentono il passaggio di convogli di tali dimensioni, rallentando la diffusione di impianti di nuova generazione, che garantirebbero maggiore efficienza energetica e minore impatto ambientale. Da qui l’idea di sviluppare un velivolo dedicato, capace di trasportare direttamente le pale dal sito di produzione al luogo di installazione, riducendo tempi, costi e emissioni associate al trasporto via terra o mare.


Il WindRunner sarà un aereo di proporzioni senza precedenti: lungo oltre 100 metri e con un’apertura alare di 175, avrà una capacità di carico superiore a qualsiasi altro cargo civile o militare esistente. Potrà trasportare componenti lunghi fino a 90 metri, mantenendo un’autonomia di volo di circa 3.000 chilometri e una capacità di decollo da piste semipreparate di soli 1.800 metri. L’obiettivo dichiarato di Radia è quello di creare un sistema logistico aereo interamente dedicato al settore dell’energia eolica, con una flotta iniziale di 10 velivoli destinati a operare a livello globale entro la fine del decennio.


Per realizzare un progetto di questa portata, l’azienda ha lanciato una campagna internazionale di ricerca di partner e subfornitori specializzati nella produzione di componenti aeronautici, strutture composite, carrelli di atterraggio, avionica e sistemi di propulsione. La costruzione del primo prototipo, secondo il piano industriale, dovrebbe partire nel 2026, con il primo volo sperimentale previsto per il 2027. Radia intende coinvolgere imprese aerospaziali europee e asiatiche, puntando sulla sinergia tra competenze già consolidate nel settore dei grandi velivoli cargo e le nuove esigenze del mercato green.


Il progetto ha già ottenuto l’interesse di diversi governi e operatori del settore eolico, in particolare negli Stati Uniti, in Germania e in Danimarca, dove le turbine di nuova generazione stanno raggiungendo dimensioni sempre più imponenti. Le pale di ultima generazione superano ormai i 120 metri di lunghezza, e la loro movimentazione via mare è complessa, costosa e dipendente dalle condizioni meteorologiche. L’utilizzo del WindRunner consentirebbe di trasportare le pale direttamente dagli stabilimenti produttivi dell’entroterra ai siti di installazione, anche in aree remote o difficilmente accessibili.


Dal punto di vista tecnologico, il WindRunner si baserà su una fusoliera modulare costruita in materiali compositi di nuova generazione, in grado di garantire leggerezza e resistenza. Il carico verrà collocato in un vano pressurizzato con portellone frontale, progettato per l’imbarco e lo sbarco rapido dei componenti. L’aereo sarà spinto da quattro motori turbofan di grande potenza, ottimizzati per ridurre i consumi e le emissioni, e sarà dotato di sistemi di navigazione di ultima generazione per garantire operazioni sicure anche in condizioni meteorologiche difficili.


Uno degli aspetti più innovativi del progetto riguarda l’impatto ambientale. Radia ha annunciato che il WindRunner sarà alimentato da carburanti sostenibili (SAF – Sustainable Aviation Fuel) e, in prospettiva, da motori a idrogeno liquido. L’obiettivo è ridurre del 70% le emissioni di CO₂ rispetto ai cargo tradizionali. L’intero ciclo operativo del velivolo sarà pensato in un’ottica di sostenibilità, con una catena logistica a basso impatto ambientale e una rete di aeroporti dedicati, situati in prossimità dei principali poli di produzione eolica.


La realizzazione di un’infrastruttura aerea per il trasporto di componenti eolici è destinata a incidere profondamente anche sul modello economico del settore energetico. Oggi la logistica rappresenta fino al 25% dei costi complessivi di installazione di una turbina eolica. La possibilità di ridurre questi costi attraverso un sistema di trasporto diretto e veloce aumenterebbe la redditività dei progetti e la competitività dell’energia rinnovabile. Inoltre, il WindRunner potrebbe facilitare la realizzazione di impianti eolici in aree interne, lontane dai porti o dalle rotte marittime, ampliando così la geografia della produzione energetica sostenibile.


Radia sta lavorando in stretto contatto con le principali società costruttrici di turbine, tra cui Vestas, Siemens Gamesa e GE Vernova, per definire gli standard dimensionali e le interfacce logistiche necessarie all’integrazione del nuovo sistema di trasporto. Parallelamente, l’azienda è in trattativa con diverse autorità aeronautiche per definire i requisiti di certificazione e le normative specifiche per un velivolo di queste dimensioni.


Il progetto ha già attratto investitori istituzionali e fondi specializzati nell’innovazione sostenibile. Secondo le stime di Radia, il mercato potenziale per la logistica aerea dei componenti eolici supererà i 10 miliardi di dollari entro il 2035, trainato dalla crescita esponenziale della capacità installata di energia rinnovabile. La società prevede che ogni WindRunner possa effettuare fino a 150 missioni all’anno, contribuendo al trasporto di oltre 1.000 pale eoliche su scala globale.


La ricerca di subfornitori rappresenta dunque il passo operativo decisivo per trasformare un concept visionario in una realtà industriale. Radia punta a creare un ecosistema di collaborazione internazionale in cui grandi e piccole imprese, università e centri di ricerca possano contribuire allo sviluppo del velivolo. Il WindRunner, con le sue dimensioni monumentali e il suo scopo innovativo, incarna l’incontro tra ingegneria aerospaziale e transizione ecologica, aprendo la strada a una nuova generazione di infrastrutture logistiche pensate per l’energia del futuro.

Post correlati

Mostra tutti

Commenti


Le ultime notizie

bottom of page