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Prysmian segna nuovi record e alza la guidance: utile e ricavi in crescita, spinta dalla domanda di cavi per energia e telecomunicazioni

Prysmian chiude i primi nove mesi del 2025 con risultati in forte crescita e oltre le aspettative del mercato, confermandosi leader mondiale nel settore dei cavi per energia e telecomunicazioni. Il gruppo milanese ha registrato un aumento significativo dei ricavi e dell’utile operativo, spinto dall’espansione delle infrastrutture elettriche globali e dalla crescente domanda di reti ad alta capacità. Alla luce di questi risultati, la società ha rivisto al rialzo le previsioni per l’intero esercizio, puntando su un 2025 da record in termini di redditività e ordini acquisiti.


Il fatturato consolidato dei primi nove mesi ha raggiunto 13,4 miliardi di euro, in crescita del 7,5% rispetto allo stesso periodo del 2024. L’utile netto si è attestato a 850 milioni, con un incremento del 12% su base annua, mentre l’Ebitda adjusted ha toccato quota 1,65 miliardi, segnando un nuovo massimo storico per la società. La redditività è migliorata in tutti i segmenti, con un margine operativo superiore al 12%, trainato dalla divisione Energy Projects, che continua a beneficiare della forte domanda di connessioni sottomarine e reti ad alta tensione.


La società guidata da Massimo Battaini ha sottolineato come la crescita sia sostenuta da fattori strutturali di lungo periodo, tra cui la transizione energetica, l’elettrificazione dei trasporti e lo sviluppo delle infrastrutture digitali. Prysmian si trova oggi in una posizione privilegiata per intercettare gli investimenti globali legati alla decarbonizzazione e alla sicurezza energetica. Le commesse in portafoglio hanno raggiunto un valore record di 19,2 miliardi di euro, con ordini significativi provenienti da Europa, Nord America e Medio Oriente.

Tra i contratti più rilevanti figurano quelli per i collegamenti elettrici sottomarini del progetto Viking Link tra Regno Unito e Danimarca, e per il sistema di trasmissione ad alta tensione del parco eolico offshore Dogger Bank, il più grande al mondo. Il gruppo ha inoltre consolidato la propria presenza nel settore dei cavi terrestri HVDC (alta tensione in corrente continua), dove si stanno concentrando gli sforzi di ricerca e sviluppo per migliorare l’efficienza e la sostenibilità dei materiali utilizzati.


Anche la divisione Telecom ha registrato un progresso solido, con ricavi in aumento del 6% rispetto all’anno precedente, grazie alla diffusione delle reti in fibra ottica e ai piani di digitalizzazione promossi dai governi europei. In particolare, l’espansione dei progetti di connessione a banda ultralarga in Italia, Germania e Francia ha rafforzato la posizione competitiva del gruppo, che resta uno dei principali fornitori dei grandi operatori di telecomunicazioni. La crescente domanda di cavi in fibra per data center e reti 5G ha ulteriormente sostenuto i margini, compensando l’aumento dei costi delle materie prime.


L’amministratore delegato Battaini ha definito i risultati dei primi nove mesi “una tappa decisiva nella crescita sostenibile del gruppo”, evidenziando come Prysmian stia beneficiando di un modello di business flessibile e integrato. La società ha investito oltre 400 milioni di euro nel potenziamento delle proprie capacità produttive, con particolare attenzione agli impianti europei e nordamericani dedicati ai progetti di interconnessione sottomarina. A Pikkala, in Finlandia, e ad Arco Felice, in provincia di Napoli, sono in corso lavori di espansione che consentiranno di incrementare la capacità produttiva del 30% entro il 2026.


Il gruppo ha inoltre proseguito la propria strategia di innovazione nel campo dei materiali sostenibili e delle tecnologie digitali per la manutenzione predittiva delle reti. L’introduzione del sistema di monitoraggio PRY-CAM ha permesso di ridurre i tempi di controllo e aumentare l’affidabilità delle infrastrutture, generando valore aggiunto per i clienti nel settore energetico e delle telecomunicazioni. Questa innovazione rientra nella visione strategica di Prysmian, che punta a integrare soluzioni ad alto contenuto tecnologico con pratiche di produzione a basse emissioni.


Sul piano finanziario, la posizione di cassa netta industriale è migliorata, con un flusso di cassa operativo positivo di oltre 600 milioni di euro. La solidità patrimoniale consente alla società di sostenere nuovi investimenti senza compromettere la capacità di remunerazione degli azionisti. Il consiglio di amministrazione ha confermato la politica di dividendi progressivi, con un payout ratio previsto intorno al 40% degli utili netti, e non ha escluso la possibilità di operazioni di buyback selettive nel corso del 2026.


Alla luce di questi risultati, Prysmian ha aggiornato la guidance per l’intero esercizio 2025, prevedendo un Ebitda adjusted compreso tra 2,15 e 2,25 miliardi di euro e un free cash flow superiore al miliardo. L’azienda punta inoltre a una crescita organica dei ricavi tra il 6% e l’8%, sostenuta dall’espansione del mercato dell’energia rinnovabile e dai progetti infrastrutturali strategici avviati in Nord America e Asia-Pacifico.


Il titolo Prysmian ha reagito positivamente alla pubblicazione dei risultati, con un rialzo di oltre il 4% a Piazza Affari e un nuovo massimo storico superiore ai 63 euro per azione. Gli analisti delle principali banche d’investimento hanno confermato un giudizio favorevole, con raccomandazioni “buy” e target price in ulteriore rialzo. Tra le motivazioni del consenso spiccano la leadership tecnologica del gruppo, la diversificazione geografica e la solidità della domanda nel medio periodo.


La società continua a posizionarsi come attore chiave nella trasformazione energetica globale. La capacità di innovare nei materiali, l’integrazione verticale della filiera e l’espansione nel segmento dei collegamenti offshore rafforzano il ruolo di Prysmian come partner industriale strategico per governi e utility. Con una pipeline di progetti senza precedenti e un portafoglio ordini record, il gruppo consolida la propria leadership mondiale nel settore dei cavi ad alta tecnologia, diventando uno dei pilastri industriali della transizione verso un’economia più elettrificata, interconnessa e sostenibile.

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