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Venezuela: via libera a Eni e altre 4 big oil

L'OFAC, l'ufficio del governo statunitense per l'accesso alle risorse estere, ha rilasciato una comunicazione in cui annuncia che 4 grandi aziende petrolifere (Eni, Bp, Chevron, Repsol e Shell) hanno ricevuto l'autorizzazione all'estrazione di petrolio dal sottosuolo venezuelano. L'azione è stata legittimata da uno dei nuovi provvedimenti del governo venezuelano, che permette agli USA e agli altri paesi di operare liberamente per l'estrazione delle risorse dal sottosuolo venezuelano,


Le aziende avevano già alcuni progetti attivi in collaborazione con PVDSA, la petrolifera dello stato venezuelano che aveva i diritti esclusivi sull'estrazione e la commercializzazione del petrolio ma che, dopo anni di malgoverno da parte dei partiti politici ha fortemente ridotto l'efficienza della produzione e dell'esportazione del Petrolio. Nonostante il Venezuela sia il Paese con le riserve petrolifere conosciute più grandi al mondo, la produzione si ferma ad un milione di barili, ossia l'1% della produzione mondiale.



Non tutto è oro quel che luccica però. Infatti sia Shell che ExxonMobil, altri due giganti corporazioni petrolifere americane, hanno definito il paese "Uninvestable". Infatti, sebbene i numeri puri sulle riserve siano incoraggianti, non c'è da dimenticare che:

  • Il petrolio venezuelano è più "pesante" rispetto ad altri giacimenti, rendendolo più difficile da trasformare e processare.

  • L'instabilità politica, nonostante l'intervento statunitense, resta molto alta

  • Le banche hanno rifiutato di finanziare il commercio di petrolio con il Venezuela per i rischi annessi

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