Pm di Roma dispone maxi consulenza medico-legale sul caso Crans-Montana
- piscitellidaniel
- 17 feb
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La Procura di Roma si prepara a conferire un incarico per una maxi consulenza medico-legale nell’ambito dell’indagine legata alla vicenda di Crans-Montana, un passaggio istruttorio di particolare rilievo che mira a ricostruire con rigore tecnico e scientifico le cause e le circostanze dell’evento oggetto di accertamento giudiziario, attraverso un’analisi approfondita affidata a un collegio di esperti chiamati a esaminare documentazione clinica, referti, eventuali perizie già acquisite e ogni elemento utile a chiarire il nesso tra le condotte contestate e l’esito lesivo. La decisione di procedere con una consulenza di ampia portata segnala la complessità del quadro investigativo e la necessità di acquisire valutazioni specialistiche in grado di sostenere le determinazioni del pubblico ministero in una fase delicata dell’inchiesta, nella quale gli aspetti medico-legali assumono un peso determinante ai fini dell’accertamento di eventuali responsabilità.
L’attività peritale dovrà concentrarsi su più profili, tra cui la ricostruzione delle condizioni cliniche della persona coinvolta, la valutazione delle terapie eventualmente praticate, la verifica della correttezza delle procedure adottate e l’analisi della tempistica degli interventi, con particolare attenzione alla sussistenza di eventuali omissioni o errori che possano aver inciso sull’esito finale. In casi di questa natura, la consulenza medico-legale rappresenta uno strumento essenziale per tradurre in termini tecnico-scientifici fatti che, sul piano processuale, devono essere valutati alla luce dei criteri di causalità e colpa previsti dall’ordinamento, tenendo conto dei protocolli sanitari vigenti e delle linee guida applicabili al momento dei fatti. Il collegio incaricato sarà chiamato a esprimere valutazioni puntuali e motivate, destinate a confluire in una relazione che potrà orientare le successive scelte dell’ufficio requirente, inclusa l’eventuale richiesta di rinvio a giudizio o l’archiviazione.
Il ricorso a una maxi consulenza evidenzia anche la volontà della Procura di affrontare l’indagine con un approccio multidisciplinare, integrando competenze mediche, tossicologiche e, se necessario, specialistiche in altri ambiti connessi alla ricostruzione dei fatti. L’elaborato tecnico dovrà rispondere a quesiti specifici formulati dal pubblico ministero, con l’obiettivo di chiarire se vi sia stato un nesso causale tra le condotte oggetto di verifica e l’evento dannoso, secondo il criterio della probabilità logica qualificata richiesto dalla giurisprudenza in materia di responsabilità professionale sanitaria. In questa fase, l’indagine resta coperta dal segreto istruttorio per quanto riguarda i dettagli più sensibili, ma l’avvio della consulenza rappresenta un momento chiave dell’inchiesta, destinato a incidere in modo significativo sull’evoluzione del procedimento e sull’eventuale definizione delle posizioni degli indagati.

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