Pichetto Fratin: dall’Italia 3,4 miliardi per la finanza climatica, tra diplomazia verde e strategie per la transizione globale
- piscitellidaniel
- 10 nov
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Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha annunciato che l’Italia contribuirà con 3,4 miliardi di euro alla finanza climatica internazionale, confermando l’impegno del Paese nel sostenere le politiche globali di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici. L’intervento, reso noto nel corso di un vertice internazionale sull’ambiente, rappresenta uno dei più significativi investimenti pubblici italiani in materia di cooperazione ecologica e sviluppo sostenibile. La cifra, che coprirà il triennio 2024-2026, rientra negli impegni assunti a livello europeo e nel quadro delle decisioni delle Nazioni Unite in vista della prossima Conferenza delle Parti sul clima (COP30), in programma a Belém, in Brasile, nel 2025.
Secondo quanto spiegato dal ministro, i fondi saranno destinati a progetti di sostegno ai Paesi in via di sviluppo, con particolare attenzione alle regioni più vulnerabili agli effetti del riscaldamento globale, come l’Africa subsahariana e l’area mediterranea. L’obiettivo è promuovere interventi di riduzione delle emissioni, protezione delle risorse naturali e adattamento ai fenomeni climatici estremi. La finanza climatica, ha ricordato Pichetto Fratin, costituisce oggi uno strumento essenziale non solo per contenere l’aumento delle temperature globali, ma anche per favorire la stabilità economica e sociale in aree esposte a crisi ambientali e migratorie.
Il contributo italiano si inserisce nel quadro degli impegni assunti dai Paesi industrializzati per mobilitare complessivamente 100 miliardi di dollari all’anno a favore delle nazioni più fragili, come previsto dall’Accordo di Parigi del 2015. Pichetto Fratin ha sottolineato che l’Italia intende fare la propria parte, rafforzando la cooperazione multilaterale e consolidando il ruolo del Paese come attore credibile della diplomazia ambientale. La cifra annunciata include fondi già stanziati attraverso la cooperazione bilaterale, il Fondo Italiano per il Clima e il Green Climate Fund, oltre a risorse aggiuntive provenienti da istituzioni finanziarie pubbliche e strumenti di partenariato con il settore privato.
Il ministro ha evidenziato che la transizione ecologica deve essere interpretata come un’occasione di sviluppo sostenibile e non come un costo. L’Italia, ha dichiarato, punta a promuovere una “finanza verde” capace di attrarre investimenti e generare innovazione, valorizzando le competenze delle imprese italiane nei settori dell’energia pulita, dell’economia circolare e delle infrastrutture resilienti. Tra gli obiettivi principali, la riduzione delle emissioni di gas serra, l’espansione delle energie rinnovabili e il sostegno alle tecnologie per la cattura e lo stoccaggio della CO₂, strumenti ritenuti indispensabili per centrare gli obiettivi di neutralità climatica entro il 2050.
Durante il suo intervento, Pichetto Fratin ha richiamato la necessità di un approccio integrato tra politiche ambientali, economiche e sociali, sottolineando che la crisi climatica non può essere affrontata solo con misure di contenimento, ma attraverso un cambiamento strutturale dei modelli di produzione e consumo. La sfida, ha osservato, è rendere compatibili la crescita economica e la tutela ambientale, superando la tradizionale contrapposizione tra sviluppo e sostenibilità. Da qui la volontà di sostenere, anche attraverso la finanza pubblica, la riconversione energetica nei settori più inquinanti e di accompagnare le imprese nel percorso verso l’innovazione ecocompatibile.
L’annuncio arriva in un momento cruciale per la politica climatica internazionale. Nei prossimi mesi, i Paesi membri delle Nazioni Unite saranno chiamati a definire un nuovo meccanismo di finanziamento per il clima, che superi l’attuale sistema basato sui contributi volontari e renda più efficace la distribuzione delle risorse. L’Italia, in linea con l’Unione Europea, sostiene l’adozione di criteri più trasparenti e la creazione di strumenti che consentano di monitorare l’efficacia dei progetti finanziati, al fine di evitare dispersioni e garantire che i fondi arrivino effettivamente ai territori più bisognosi.
Il governo italiano, inoltre, intende rafforzare la cooperazione con le istituzioni multilaterali, in particolare con la Banca Mondiale e la Banca Europea per gli Investimenti, per ampliare la capacità di intervento e promuovere partenariati pubblico-privati. Una parte dei fondi sarà destinata alla creazione di linee di credito agevolato per i Paesi in via di sviluppo che investono in progetti di adattamento climatico, come la gestione sostenibile delle acque, la riforestazione e la protezione delle coste dall’innalzamento del livello del mare.
Particolare attenzione sarà riservata anche al continente africano, considerato una priorità strategica nella politica estera italiana. Il ministro ha ricordato che i Paesi africani, pur essendo tra i meno responsabili delle emissioni globali, sono quelli che subiscono maggiormente le conseguenze del cambiamento climatico. La cooperazione italiana intende quindi concentrarsi su progetti in grado di migliorare la resilienza delle comunità locali, favorire l’accesso all’energia rinnovabile e promuovere lo sviluppo agricolo sostenibile.
Il piano di finanziamento annunciato da Pichetto Fratin sarà accompagnato da un meccanismo di monitoraggio per valutare l’efficacia delle misure e la coerenza con gli obiettivi internazionali. Saranno coinvolti il Ministero degli Affari Esteri, il Ministero dell’Economia e le agenzie di cooperazione internazionale, in collaborazione con il settore privato e le organizzazioni non governative. L’obiettivo è creare un modello integrato di governance della finanza climatica che consenta di massimizzare l’impatto delle risorse investite e di consolidare il ruolo dell’Italia come interlocutore credibile nei negoziati globali.
L’impegno economico annunciato rappresenta, per il governo, un tassello importante nella strategia nazionale di transizione ecologica. La decisione di destinare risorse significative alla finanza climatica internazionale testimonia la volontà dell’Italia di assumere un ruolo attivo nella lotta al cambiamento climatico, non solo attraverso le proprie politiche interne, ma anche contribuendo concretamente agli sforzi globali. In un contesto mondiale segnato da crisi ambientali sempre più frequenti e da tensioni geopolitiche legate all’energia, la finanza climatica si conferma uno strumento di diplomazia e cooperazione capace di coniugare sostenibilità, sviluppo e sicurezza internazionale.

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