Per la prima volta una donna italiana tra i 400 Master of Wine nel mondo
- piscitellidaniel
- 19 feb
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Per la prima volta una professionista italiana entra ufficialmente nell’élite dei Master of Wine, il ristretto gruppo internazionale di circa quattrocento esperti che rappresenta uno dei massimi riconoscimenti nel settore vitivinicolo mondiale. Il titolo, conferito dall’Institute of Masters of Wine con sede a Londra, è considerato tra le qualifiche più difficili e selettive in assoluto nel panorama enologico globale, non soltanto per l’elevato livello tecnico richiesto ma anche per la struttura multidisciplinare del percorso formativo. Ottenere la qualifica significa superare un iter che può durare diversi anni, articolato in prove scritte su viticoltura, enologia, economia del vino, gestione aziendale, logistica, mercati internazionali e normative di settore, affiancate da temute sessioni di degustazione alla cieca in cui il candidato deve dimostrare capacità analitiche straordinarie, individuando provenienza, vitigno, metodo produttivo, stile e potenziale evolutivo dei vini senza alcun riferimento preliminare. A completare il percorso è richiesta la redazione di una ricerca originale su un tema specialistico, spesso legato a sostenibilità, cambiamento climatico, innovazione tecnologica o strategie di mercato, che deve contribuire in modo concreto al dibattito internazionale.
L’ingresso di una donna italiana in questo contesto rappresenta un traguardo di forte impatto simbolico e professionale. Il mondo del vino, pur avendo registrato negli ultimi anni una crescita significativa della presenza femminile, soprattutto nella produzione, nella consulenza e nella comunicazione, resta caratterizzato da una storica prevalenza maschile nei ruoli apicali e nelle certificazioni di vertice. Il titolo di Master of Wine non certifica soltanto competenze tecniche elevate, ma attribuisce una riconosciuta autorevolezza nel dialogo con produttori, importatori, buyer e istituzioni, collocando chi lo consegue in una rete internazionale di altissimo profilo. La qualifica MW implica una visione globale del comparto, la capacità di interpretare le trasformazioni dei mercati e di analizzare criticamente l’evoluzione dei consumi, oggi sempre più orientati verso sostenibilità ambientale, tracciabilità delle filiere e qualità percepita. In un contesto di crescente competizione internazionale, tale riconoscimento rafforza la credibilità del professionista e ne amplia il raggio d’azione in ambito consulenziale, formativo e strategico.
Per l’Italia, stabilmente ai vertici mondiali per volumi produttivi ed esportazioni, la presenza di una Master of Wine donna assume anche un valore sistemico. Il comparto vitivinicolo nazionale è caratterizzato da una straordinaria varietà di territori, vitigni autoctoni e denominazioni, ma necessita di figure capaci di rappresentarne la complessità sui mercati globali con linguaggio tecnico e competenza scientifica. La qualifica MW consente di consolidare il posizionamento del Paese non solo come leader quantitativo, ma come protagonista nella formazione di eccellenza e nell’analisi avanzata delle dinamiche del vino. La crescente internazionalizzazione del settore, l’impatto del cambiamento climatico sulle produzioni, l’evoluzione delle preferenze dei consumatori e la pressione competitiva di nuovi mercati emergenti richiedono professionalità in grado di coniugare conoscenza dei territori e capacità di lettura strategica. L’ingresso nell’esclusivo circuito dei Master of Wine testimonia la maturità raggiunta dal sistema enologico italiano e la sua capacità di esprimere competenze di altissimo livello in uno scenario globale sempre più selettivo e interconnesso.

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