Pensioni anticipate in calo nel primo trimestre 2025: un segnale di cambiamento nel sistema previdenziale italiano
- piscitellidaniel
- 23 apr
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Nel primo trimestre del 2025, l'Italia ha registrato un significativo calo delle pensioni anticipate, con una diminuzione del 23% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Secondo i dati forniti dall'INPS, sono state liquidate 31.506 pensioni anticipate, rappresentando il 23% di tutte le nuove pensioni con decorrenza nei primi tre mesi dell'anno. Questo dato evidenzia un cambiamento nelle scelte dei lavoratori italiani riguardo al momento del pensionamento.
Le pensioni di vecchiaia, invece, hanno visto un aumento, con 34.564 nuove prestazioni liquidate, superando per la prima volta le pensioni anticipate. L'età media dei nuovi pensionati di vecchiaia è di 66 anni, mentre quella delle pensioni anticipate si attesta a 60 anni e 8 mesi. Questo spostamento suggerisce una tendenza verso un pensionamento più tardivo, influenzato da vari fattori economici e normativi.
Le modifiche normative introdotte negli ultimi anni hanno reso meno vantaggiose alcune opzioni di pensionamento anticipato. Ad esempio, la Quota 103, che consente il pensionamento con 62 anni di età e 41 anni di contributi, prevede penalizzazioni economiche, come il ricalcolo contributivo dell'intero assegno e un tetto massimo di cinque volte la pensione minima. Queste condizioni hanno reso la misura meno appetibile per molti lavoratori.
Anche l'APE Sociale, destinata a categorie specifiche come disoccupati, caregiver e lavoratori gravosi, richiede requisiti stringenti e offre un assegno temporaneo fino al raggiungimento dell'età pensionabile ordinaria. Le restrizioni e le penalizzazioni associate a queste misure hanno contribuito al calo delle pensioni anticipate.
Il governo italiano ha confermato l'intenzione di mantenere la Legge Fornero, che prevede l'accesso alla pensione di vecchiaia a 67 anni con almeno 20 anni di contributi. La mancanza di una riforma strutturale del sistema pensionistico ha portato molti lavoratori a posticipare il pensionamento, optando per la pensione di vecchiaia anziché per le opzioni anticipate.
Le proiezioni demografiche indicano un invecchiamento della popolazione italiana, con un aumento del numero di pensionati rispetto ai lavoratori attivi. Questo scenario pone sfide significative per la sostenibilità del sistema previdenziale, rendendo necessarie politiche che incentivino la permanenza nel mercato del lavoro e la previdenza complementare.
In questo contesto, il calo delle pensioni anticipate nel primo trimestre del 2025 può essere interpretato come un segnale di adattamento dei lavoratori alle nuove condizioni economiche e normative. La tendenza verso un pensionamento più tardivo potrebbe contribuire a migliorare la sostenibilità del sistema previdenziale nel lungo termine.

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