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Occhiuto: «Nessuna nuova corrente in Forza Italia, ma serve una scossa liberale»

Roberto Occhiuto interviene nel dibattito interno a Forza Italia chiarendo che non è in corso la nascita di una nuova corrente, ma che il partito ha bisogno di una rinnovata spinta ideale e programmatica di matrice liberale. Le sue parole arrivano in un momento di forte riflessione identitaria per il movimento fondato da Silvio Berlusconi, oggi impegnato a ridefinire la propria posizione nel centrodestra e a consolidare un profilo autonomo in un equilibrio politico sempre più dinamico. Occhiuto insiste sul ruolo storico di Forza Italia come forza moderata, europeista e garantista, e sottolinea la necessità di valorizzare questa tradizione con una proposta politica più incisiva.


Secondo il presidente della Regione Calabria, il partito deve tornare a essere il punto di riferimento dell’area liberale italiana, recuperando un’agenda che metta al centro crescita economica, riduzione del carico fiscale, semplificazioni per le imprese e modernizzazione della pubblica amministrazione. L’obiettivo è rafforzare la capacità di attrarre nuovi elettori, soprattutto tra coloro che si riconoscono nei valori del mercato e della società aperta, ma che negli ultimi anni hanno guardato con crescente distacco alla politica. La scossa liberale evocata da Occhiuto non riguarda quindi la struttura interna del partito, bensì la sua proposta politica, giudicata ancora troppo timida rispetto alle sfide del contesto economico e istituzionale.


Occhiuto invita a evitare letture interne conflittuali e chiarisce che l’iniziativa non mira a creare frazionismi o gruppi organizzati, ma a fornire un contributo programmatico alla linea complessiva del partito. Forza Italia, sottolinea, possiede un patrimonio politico che non può essere disperso e che deve essere aggiornato in modo coerente con le trasformazioni del Paese, senza rinunciare alla sua identità moderata. La costruzione di un’agenda innovativa — che includa riforma fiscale, autonomia responsabile, politiche per il Sud e sostegno alla competitività delle imprese — è per Occhiuto il modo più efficace per rafforzare la leadership e consolidare il ruolo del partito nel governo.


Il confronto interno riguarda anche il posizionamento europeo, tradizionalmente centrale per Forza Italia. Occhiuto ribadisce l’importanza di mantenere un profilo pienamente europeista, puntando a un maggior protagonismo all’interno del Partito Popolare Europeo. La collocazione nel Ppe è considerata uno dei tratti distintivi della formazione azzurra e un elemento strategico che ne orienta le scelte, soprattutto in materia di politiche economiche, industriali e migratorie. Rafforzare questa dimensione significa, per Occhiuto, presentare agli elettori un’offerta politica chiara e riconoscibile, capace di differenziarsi dalle forze più sovraniste della coalizione.


Il dibattito aperto da Occhiuto trova attenzione anche tra altri dirigenti, che vedono nella proposta di una “scossa liberale” una possibile occasione per aggiornare il progetto politico. Le discussioni interne evidenziano la consapevolezza che il partito debba ampliare il suo radicamento sociale, soprattutto tra professionisti, imprese e ceti produttivi, settori tradizionalmente vicini alla cultura politica liberale. L’evoluzione del quadro politico nazionale, con un centrodestra dominato dalla forza elettorale di Fratelli d’Italia e dalla presenza stabile della Lega, impone a Forza Italia un ruolo più definito e riconoscibile.


L’intervento di Occhiuto rappresenta dunque un tentativo di dare impulso a una riflessione strategica sul futuro del partito, rilanciandone la vocazione originaria e cercando di adattarla alle esigenze attuali. Non una nuova corrente, ma un indirizzo ideale che punta a rafforzare l’identità liberale, europeista e riformista di una forza che ambisce a essere determinante negli equilibri del governo e del centrodestra.

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