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Nyt: Trump valuta l’abolizione del patto commerciale tra Usa, Canada e Messico

L’ipotesi di una possibile abolizione del patto commerciale tra Stati Uniti, Canada e Messico torna a scuotere il panorama economico nordamericano, dopo indiscrezioni secondo cui Donald Trump starebbe valutando un’uscita o una revisione radicale dell’accordo che regola gli scambi tra i tre Paesi. Il trattato, noto nella sua versione più recente come USMCA, ha sostituito il Nafta introducendo aggiornamenti su regole di origine, tutela del lavoro, proprietà intellettuale e settore automobilistico, consolidando un’area di libero scambio che rappresenta una delle più integrate al mondo. L’eventualità di una sua abolizione aprirebbe scenari di forte incertezza per imprese e investitori, in un contesto globale già segnato da tensioni commerciali e da una crescente competizione strategica.


L’accordo tra Washington, Ottawa e Città del Messico costituisce l’ossatura delle catene produttive nordamericane, in particolare nei comparti dell’automotive, dell’agroalimentare e dell’energia. Le industrie manifatturiere statunitensi dipendono in modo significativo da componenti prodotte in Messico e Canada, mentre il settore agricolo beneficia dell’accesso preferenziale ai mercati vicini. Un’eventuale uscita unilaterale o una sospensione dell’intesa potrebbe comportare il ripristino di dazi, controlli doganali più stringenti e un rallentamento dei flussi commerciali, con ripercussioni dirette sui costi di produzione e sui prezzi al consumo. Gli analisti sottolineano che la rinegoziazione del precedente Nafta aveva già introdotto elementi di maggiore protezione per i lavoratori statunitensi e vincoli più severi sull’origine dei prodotti, rendendo il nuovo accordo un compromesso tra apertura dei mercati e tutela dell’industria nazionale.


Sul piano politico, la valutazione di una possibile abolizione si inserisce nella linea protezionistica che ha caratterizzato parte della strategia commerciale di Trump, orientata a ridurre i disavanzi commerciali e a rafforzare la produzione interna. Il tema della sovranità economica e della difesa dell’occupazione domestica continua a rappresentare un pilastro della retorica politica che guarda con diffidenza agli accordi multilaterali. Tuttavia, il trattato nordamericano è frutto di un negoziato complesso e coinvolge equilibri diplomatici delicati con due partner storici degli Stati Uniti. Canada e Messico hanno costruito negli ultimi anni un sistema produttivo fortemente interconnesso con quello statunitense, e un’eventuale rottura potrebbe innescare contromisure e tensioni diplomatiche.


Le imprese osservano con attenzione gli sviluppi, consapevoli che la stabilità delle regole commerciali è un fattore determinante per pianificare investimenti e strategie industriali. Il settore automobilistico, in particolare, opera su filiere transfrontaliere che prevedono più passaggi di componenti tra i tre Paesi prima dell’assemblaggio finale. L’introduzione di barriere tariffarie o l’incertezza normativa potrebbero compromettere l’efficienza di tali catene del valore. Anche il comparto energetico, con l’interscambio di petrolio, gas e prodotti raffinati, potrebbe risentire di una revisione dell’accordo.


L’eventuale abolizione del patto commerciale nordamericano rappresenterebbe un segnale forte sul piano geopolitico, in un momento in cui gli Stati Uniti sono impegnati in una ridefinizione delle proprie alleanze economiche e delle relazioni con i principali partner globali. L’evoluzione del dossier dipenderà dalle valutazioni politiche interne e dall’analisi degli impatti economici di una scelta che inciderebbe su una delle aree di libero scambio più rilevanti al mondo, con effetti potenziali sull’intero equilibrio commerciale del continente americano.

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