Nasce Liguria degli Anelli, tra turismo lento e svolta digitale per ridisegnare l’offerta territoriale
- piscitellidaniel
- 10 feb
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Il progetto Liguria degli Anelli rappresenta un passaggio rilevante nella strategia di riposizionamento turistico della regione, puntando su un modello che combina turismo lento, valorizzazione dell’entroterra e innovazione digitale. L’iniziativa si fonda sulla creazione di una rete strutturata di itinerari ad anello, pensati per essere percorsi a piedi, in bicicletta o con modalità di mobilità dolce, collegando borghi, aree naturali, patrimoni culturali e produzioni locali. L’obiettivo è quello di superare una visione del turismo concentrata esclusivamente sulle località costiere e sui picchi stagionali, proponendo un’offerta capace di distribuire i flussi nel tempo e nello spazio. In questo modo la Liguria prova a rispondere a una domanda turistica in evoluzione, sempre più orientata verso esperienze autentiche, sostenibili e meno affollate, in cui il viaggio diventa parte integrante del valore dell’esperienza.
Il turismo lento viene assunto come leva di sviluppo territoriale, in grado di coinvolgere aree interne spesso escluse dai circuiti tradizionali. Gli anelli consentono di costruire percorsi accessibili e modulabili, adatti a target diversi e capaci di integrare natura, cultura, enogastronomia e identità locali. Questo approccio mira a generare ricadute economiche diffuse, sostenendo piccole strutture ricettive, attività artigianali e produzioni agroalimentari, e contrastando fenomeni di spopolamento che interessano molti borghi dell’entroterra ligure. La logica ad anello favorisce inoltre una fruizione più equilibrata del territorio, riducendo la pressione su poche aree ad alta densità turistica e promuovendo una relazione più rispettosa tra visitatori e comunità locali. Il progetto si inserisce così in una visione di turismo come strumento di coesione territoriale, oltre che di crescita economica.
Accanto alla dimensione esperienziale, Liguria degli Anelli introduce una forte componente di innovazione digitale, considerata essenziale per rendere il modello scalabile e accessibile. La digitalizzazione consente di mappare i percorsi, fornire informazioni in tempo reale, integrare servizi e facilitare la pianificazione del viaggio. Strumenti digitali e piattaforme dedicate permettono di accompagnare il turista prima, durante e dopo l’esperienza, migliorando l’usabilità dei percorsi e la visibilità dell’offerta complessiva. La svolta digitale non è quindi un elemento accessorio, ma una componente strutturale del progetto, che mira a superare la frammentazione informativa e a costruire un ecosistema turistico più coordinato. In questo modo la tecnologia diventa un fattore abilitante, capace di valorizzare contenuti territoriali che altrimenti rischierebbero di restare poco visibili o difficilmente fruibili.
Il progetto Liguria degli Anelli si colloca infine in un quadro più ampio di politiche regionali orientate alla sostenibilità e alla destagionalizzazione dei flussi turistici. La combinazione tra percorsi lenti e strumenti digitali consente di intercettare una domanda distribuita lungo tutto l’anno, riducendo la dipendenza dai mesi estivi e dalle dinamiche di sovraffollamento. Questo modello richiede però un coordinamento costante tra istituzioni, operatori turistici e comunità locali, affinché l’offerta resti coerente e di qualità nel tempo. La nascita di Liguria degli Anelli segnala una volontà di innovare il modo in cui il territorio viene raccontato e vissuto, puntando su una narrazione che unisce paesaggio, identità e tecnologia. In questo equilibrio tra lentezza e innovazione digitale si gioca una parte significativa della capacità della Liguria di competere in un mercato turistico sempre più orientato alla qualità dell’esperienza e alla sostenibilità dei modelli di sviluppo.

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