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Mutui e famiglie: il peso del caro-tassi

Il mercato immobiliare italiano sta affrontando una fase complessa, determinata dal rapido aumento dei tassi di interesse. Le famiglie che avevano acceso mutui a tasso variabile si trovano oggi a fronteggiare rate molto più onerose, con un impatto diretto sul bilancio mensile. Parallelamente, l’accesso al credito per i nuovi mutuatari si è ridotto drasticamente, comprimendo la domanda di abitazioni.

Le banche, pur non interrompendo l’erogazione del credito, osservano una contrazione delle richieste, mentre crescono i casi di rinegoziazione e surroga. Le famiglie, consapevoli della volatilità, tendono a rinviare le decisioni di acquisto, prediligendo la locazione come soluzione temporanea. Ciò rischia di rallentare il mercato immobiliare, soprattutto nelle aree periferiche o meno dinamiche.

Un segmento in crescita è quello dei mutui green e dei finanziamenti per ristrutturazioni energetiche. I bonus fiscali e le direttive europee sulla sostenibilità spingono le famiglie a investire in case efficienti, aprendo un nuovo filone di domanda. Le grandi città, trainate dalla presenza di investitori istituzionali e da una domanda di qualità, mantengono una certa vivacità, ma le fasce di popolazione più fragili rischiano di essere escluse dal mercato.

Il caro-tassi mette dunque in luce una fragilità strutturale: l’eccessiva dipendenza delle famiglie italiane dal credito bancario, senza strumenti finanziari alternativi diffusi. Per garantire un equilibrio, occorreranno politiche mirate a sostenere l’accesso al credito e a favorire la costruzione di abitazioni a prezzi sostenibili.

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