top of page

Milano rivede il Piano casa, nuovi bandi e affitti calmierati per il ceto medio

Il Comune di Milano interviene sul Piano casa introducendo una revisione significativa dei parametri economici e operativi, con l’obiettivo di rendere più sostenibili i bandi e incentivare la partecipazione degli operatori del settore. La modifica nasce dalla necessità di superare le criticità emerse nelle prime gare, che avevano registrato una sostanziale assenza di offerte valide, evidenziando un disallineamento tra i costi di realizzazione e i livelli dei canoni previsti. Il nuovo assetto rappresenta quindi un tentativo di trovare un equilibrio tra sostenibilità economica per gli investitori e accessibilità per i cittadini, in un contesto urbano caratterizzato da una crescente pressione sul mercato immobiliare.


Il Piano mantiene l’obiettivo ambizioso di realizzare 10mila abitazioni nei prossimi dieci anni, destinate principalmente alla locazione a canone calmierato per famiglie e lavoratori con redditi medio-bassi. La revisione dei parametri ha comportato un aumento dei canoni rispetto alle precedenti previsioni, con valori che si attestano indicativamente a 375 euro mensili per appartamenti di 50 metri quadri, 525 euro per 70 metri quadri e 675 euro per 90 metri quadri. Questi livelli sono stati ritenuti più coerenti con i costi di costruzione e gestione, consentendo di rendere i progetti più attrattivi per le cooperative e gli operatori coinvolti. La scelta di adeguare i canoni rappresenta un passaggio cruciale per garantire la fattibilità delle iniziative e per evitare il rischio di ulteriori gare deserte.


La nuova fase operativa del Piano prevede l’avvio di tre bandi su aree pubbliche di dimensioni rilevanti, tra cui l’ex Palasharp, San Romanello e Bovisasca, per una superficie complessiva di circa 27mila metri quadrati. Il modello adottato si basa sulla concessione delle aree in diritto di superficie per 90 anni, senza trasferimento della proprietà, con l’obiettivo di mantenere il controllo pubblico sul patrimonio e garantire la destinazione degli immobili a finalità sociali. Gli operatori selezionati saranno responsabili della costruzione e della gestione degli alloggi, con l’obbligo di mantenerli in locazione a canone calmierato per un periodo minimo di 30 anni. Questo vincolo rappresenta uno degli elementi chiave del Piano, in quanto assicura la stabilità dell’offerta abitativa e la sua destinazione a lungo termine.


Il contesto in cui si inserisce l’intervento è caratterizzato da un aumento significativo dei prezzi immobiliari, fenomeno che si è accentuato nel periodo successivo alla pandemia e che ha reso sempre più difficile l’accesso alla casa per una fascia ampia della popolazione. Milano, negli ultimi anni, ha attratto ingenti investimenti immobiliari, spesso orientati verso segmenti di mercato ad alto reddito, contribuendo a una progressiva riduzione dell’offerta di abitazioni accessibili. Il Piano casa si propone quindi di riequilibrare questa dinamica, ampliando l’offerta di alloggi destinati al ceto medio, che non rientra nei requisiti dell’edilizia pubblica ma non è in grado di sostenere i prezzi di mercato. Secondo le stime, questa fascia rappresenta circa il 37-38% dei lavoratori dipendenti, evidenziando la dimensione del problema abitativo.


La strategia adottata dal Comune si basa su una collaborazione con le cooperative e gli operatori del settore, puntando a sviluppare un modello di edilizia residenziale che coniughi sostenibilità economica e funzione sociale. L’introduzione di meccanismi premiali nei bandi, per chi propone canoni più bassi o vincoli più lunghi, rappresenta un ulteriore incentivo a favorire soluzioni che rispondano alle esigenze della collettività. Questo approccio evidenzia una crescente attenzione verso il tema dell’abitare accessibile, considerato ormai una delle principali sfide delle grandi città europee.


Il Piano casa di Milano si inserisce quindi in un contesto più ampio di trasformazione delle politiche abitative, in cui le amministrazioni locali sono chiamate a individuare strumenti innovativi per affrontare l’aumento dei prezzi e la riduzione dell’offerta accessibile. La revisione dei parametri e l’avvio dei nuovi bandi rappresentano un tentativo di dare una risposta strutturale a queste criticità, attraverso un modello che valorizza il ruolo del pubblico e la collaborazione con il settore privato, con l’obiettivo di garantire una maggiore inclusività nel mercato immobiliare e di rispondere alle esigenze di una popolazione sempre più ampia.

Post correlati

Mostra tutti

Commenti


Le ultime notizie

bottom of page