Mercato immobiliare: la frenata dei mutui e il ritorno degli affitti
- Giuseppe Politi

- 7 ott
- Tempo di lettura: 2 min
Il mercato immobiliare italiano vive una fase di profonda trasformazione. Dopo due anni di rialzi costanti, il 2025 segna una battuta d’arresto per le compravendite, scese del 10% rispetto al 2023. L’aumento dei tassi d’interesse deciso dalla BCE ha colpito in modo diretto la domanda di mutui, soprattutto tra i giovani e le famiglie con redditi medi. Il costo medio di un finanziamento a tasso fisso supera oggi il 4,2%, con rate mensili cresciute fino al 30% rispetto a tre anni fa.
Le grandi città restano i mercati più dinamici ma anche i più costosi: Milano conferma il primato con un prezzo medio di 5.300 euro al metro quadro, seguita da Firenze, Roma e Bologna. Tuttavia, i volumi di vendita si riducono, mentre cresce l’interesse per il mercato degli affitti, sostenuto dal turismo e dalla mobilità lavorativa. In molte aree urbane la redditività lorda da locazione raggiunge il 6%, spingendo gli investitori a diversificare il portafoglio immobiliare.
Il fenomeno più rilevante è la polarizzazione geografica: le aree metropolitane e le località turistiche continuano a crescere, mentre i piccoli centri e le province interne registrano cali di valore fino al 15%. Gli analisti ritengono che il mercato sia entrato in una fase di “selezione naturale”, dove la qualità dell’immobile, l’efficienza energetica e la posizione diventano determinanti. Gli edifici di classe energetica bassa (G o F) subiscono deprezzamenti significativi, anticipando di fatto l’effetto delle future direttive europee sull’efficienza abitativa.
La domanda si sta spostando verso abitazioni di taglio medio-piccolo e zone ben collegate, dove il prezzo è sostenibile e l’offerta di servizi elevata. Gli operatori segnalano inoltre una ripresa dell’interesse per il Sud Italia, in particolare Puglia, Sicilia e Campania, dove i prezzi restano competitivi e il mercato turistico offre rendimenti superiori alla media nazionale.
Il 2026 si preannuncia come un anno di stabilizzazione: i tassi dovrebbero iniziare a scendere e favorire una ripresa graduale delle compravendite. Tuttavia, la nuova generazione di acquirenti si muove in modo più prudente e digitale, confrontando le offerte online e privilegiando soluzioni sostenibili. Il mattone resta un pilastro dell’economia italiana, ma con logiche di investimento più sofisticate e meno speculative rispetto al passato.




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