Meloni: «La Russia si è impantanata, dobbiamo mantenere la pressione». Sul possibile uso degli asset russi: «Serve una base legale solida»
- piscitellidaniel
- 17 dic 2025
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La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha riaffermato la linea italiana nei confronti del conflitto in Ucraina, sostenendo che la Russia si trovi oggi in una fase di impasse strategica e che la comunità internazionale debba continuare a esercitare pressione politica, economica e militare per sostenere Kiev. Le sue dichiarazioni, pronunciate nel corso di un confronto con gli alleati europei, si inseriscono nel dibattito sulla strategia da adottare nei prossimi mesi e sulla natura degli strumenti da impiegare per garantire un equilibrio sostenibile nella regione. Meloni insiste sull’importanza di una risposta unitaria, sottolineando che l’obiettivo principale resta impedire al Cremlino di consolidare il controllo sulle aree occupate.
Uno dei temi centrali del dibattito riguarda l’utilizzo degli asset russi congelati in Europa e nei Paesi occidentali. La presidente del Consiglio ha ribadito che l’Italia non esclude la possibilità di impiegarli a sostegno dell’Ucraina, ma solo a condizione che venga definita una base giuridica chiara e inattaccabile. La complessità della questione deriva dal rischio di creare un precedente nel diritto internazionale e dalla necessità di tutelare la posizione delle istituzioni finanziarie coinvolte. Meloni ha spiegato che qualsiasi misura di questo tipo deve essere coerente con i principi dello Stato di diritto e con il quadro normativo dell’Unione europea, evitando iniziative unilaterali che potrebbero generare contenziosi.
Le parole della presidente si collocano in un momento delicato per l’Europa, impegnata a trovare un nuovo equilibrio tra fermezza e prudenza. Da un lato vi è la necessità di sostenere l’Ucraina con risorse finanziarie, armi e aiuti economici; dall’altro, occorre definire strumenti che non compromettano la stabilità del sistema finanziario internazionale. La proposta di destinare parte degli asset russi congelati alla ricostruzione del Paese aggredito è stata accolta con favore da diversi Stati membri, ma altri richiedono ulteriori approfondimenti giuridici, temendo ripercussioni sui rapporti con Paesi terzi e sui flussi degli investimenti esteri.
Meloni ha sottolineato come la situazione militare sul terreno confermi che la Russia non sia riuscita a raggiungere gli obiettivi strategici prefissati e che la controffensiva ucraina, pur incontrando difficoltà, continui a imporre costi elevati a Mosca. La presidente invita quindi a mantenere un fronte compatto, ricordando che la sicurezza europea passa dalla capacità dell’Ucraina di resistere e di rafforzare le proprie capacità difensive. Le sue parole riflettono una posizione che l’Italia porta avanti da mesi, basata su un sostegno politico e militare costante, accompagnato da iniziative diplomatiche tese a mantenere il dialogo con i partner internazionali.
Il dibattito sugli asset russi rappresenta solo uno dei tasselli di una discussione più ampia sulle modalità con cui l’Europa deve affrontare un conflitto che continua a modificare equilibri geopolitici globali. Per Meloni, la strada da seguire passa da un rafforzamento delle strutture di difesa europea, dal coordinamento con Stati Uniti e Regno Unito e dal coinvolgimento di attori come il G7 nelle decisioni strategiche. La presidente insiste sull’importanza di una cornice multilaterale che eviti divisioni interne alla Ue e contribuisca a dare al sostegno all’Ucraina un profilo stabile e credibile.
Le sue dichiarazioni indicano una visione in cui la fermezza non deve essere disgiunta dalla prudenza giuridica. Sostenere Kiev significa, secondo Meloni, muoversi su un duplice binario: pressioni efficaci sulla Russia e rispetto rigoroso del diritto internazionale. In un quadro geopolitico in continua evoluzione, l’Italia conferma così il proprio ruolo di mediatore tra le diverse sensibilità europee, cercando di conciliare le esigenze di sicurezza con quelle della stabilità sistemica.

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