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Meloni da Trump alla Casa Bianca: si riapre l’asse atlantico tra dazi, Ucraina, difesa e spazio

L’incontro tra Giorgia Meloni e Donald Trump del 17 aprile 2025 alla Casa Bianca ha rappresentato molto più di una semplice visita istituzionale. È stato un passaggio politico e strategico in grado di ridefinire le relazioni bilaterali tra Italia e Stati Uniti nel nuovo scenario internazionale emerso dopo il ritorno di Trump alla guida della presidenza americana. Dazi, guerra in Ucraina, cooperazione industriale sulla difesa, dossier spaziale: sul tavolo c’erano tutti i nodi più sensibili del rapporto transatlantico, in una fase di ridefinizione delle alleanze e dei pesi diplomatici.


La visita è avvenuta in un momento delicato per l’equilibrio europeo. Mentre a Bruxelles si moltiplicano le cautele verso un possibile secondo mandato trumpiano, Meloni si presenta come l’unico leader Ue ad avere mantenuto un canale diretto con l’ex presidente fin dalla sua uscita di scena nel 2021. Non a caso, l’incontro è stato descritto da entrambe le parti come “cordiale e costruttivo”, con toni distensivi e un’agenda concreta.


Sul fronte commerciale, la questione più urgente riguarda i nuovi dazi annunciati dalla Casa Bianca contro l’Unione Europea. Trump ha confermato l’intenzione di rivedere gli accordi multilaterali e di introdurre tariffe differenziate per singoli Paesi membri, valutando la possibilità di esenzioni per partner considerati “affidabili”. Meloni ha chiesto esplicitamente che l’Italia venga tenuta fuori dalle misure più penalizzanti, puntando su una relazione bilaterale rafforzata che valorizzi la complementarità industriale tra i due Paesi.


Il tema della difesa ha occupato una parte significativa del colloquio. Trump ha ribadito la necessità che tutti i membri NATO rispettino l’impegno del 2% del PIL in spesa militare. L’Italia, che attualmente si attesta attorno all’1,5%, ha confermato la volontà di avvicinarsi progressivamente all’obiettivo entro il 2028, anche attraverso un’accelerazione degli investimenti in tecnologie dual use, cybersecurity e spazio. In questa cornice è stato rilanciato il partenariato industriale tra Leonardo e Lockheed Martin sul programma F-35 e sono stati menzionati nuovi progetti comuni in ambito satellitare e comunicazioni strategiche.


Grande attenzione è stata dedicata alla questione ucraina. Se Trump ha ribadito le sue perplessità sull’approccio adottato dalla Nato e dal governo Zelensky, Meloni ha tenuto il punto sulla posizione dell’Italia, favorevole al sostegno militare a Kiev ma disponibile a esplorare una soluzione diplomatica credibile, purché non si traduca in un congelamento del conflitto a vantaggio russo. La premier ha insistito sulla necessità di tenere unita l’Alleanza Atlantica e di evitare divisioni tra Europa e Stati Uniti, pur riconoscendo l’esigenza di ridefinire gli strumenti della deterrenza.


Nel colloquio è stato affrontato anche il dossier spaziale. L’Italia ha ribadito il proprio interesse a consolidare la partecipazione al programma Artemis della NASA, rafforzando la collaborazione tra l’Agenzia Spaziale Italiana e quella statunitense. In questo quadro si è discusso della possibilità di creare un hub industriale congiunto nel settore della robotica spaziale e della propulsione, coinvolgendo aziende come Thales Alenia Space, Avio e Northrop Grumman.


La premier ha colto l’occasione per rilanciare la candidatura dell’Italia a ospitare una sessione plenaria straordinaria del G7 nel 2026 incentrata su difesa tecnologica e sicurezza economica. Trump, secondo fonti vicine al dossier, avrebbe accolto la proposta con interesse, lasciando intendere una possibile partecipazione.


A margine dell’incontro, è stato siglato un memorandum d’intesa per facilitare lo scambio di competenze tra i rispettivi ecosistemi dell’innovazione, con il coinvolgimento di università, centri di ricerca e fondi di investimento pubblico-privati. Il documento prevede l’istituzione di un “Tavolo permanente Italia-USA per la competitività industriale” con cadenza semestrale.


L’immagine diffusa alla fine della visita – Meloni e Trump affiancati nello Studio Ovale con le rispettive delegazioni – sintetizza l’intento politico dell’incontro: costruire un rapporto personale tra leader in grado di orientare i futuri equilibri globali. Un’intesa che, nelle intenzioni di entrambe le parti, dovrebbe consentire all’Italia di giocare un ruolo da protagonista nel nuovo ordine occidentale e agli Stati Uniti di rafforzare l’asse con un Paese Ue considerato chiave per la stabilità mediterranea e per il contenimento delle derive asiatiche.

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