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Maxi Frode Fiscale da 2 Miliardi di Euro: Nel Mirino della Guardia di Finanza Commercialisti e 39 Società

La Guardia di Finanza ha recentemente scoperto una vasta frode fiscale, stimata in circa 2 miliardi di euro, basata sulla creazione e commercializzazione di crediti d'imposta fittizi. L'operazione ha coinvolto 39 società e diversi professionisti, tra cui commercialisti, evidenziando un sofisticato schema illecito volto a sfruttare indebitamente i benefici fiscali legati ai bonus edilizi.​


Il Meccanismo della Frode

Il fulcro della frode risiedeva nella generazione di crediti d'imposta inesistenti attraverso l'emissione di fatture per lavori edilizi mai eseguiti o relativi a immobili di scarso valore catastale, come stalle, scuderie e autorimesse. Questi crediti venivano poi ceduti ripetutamente tra le società coinvolte e, in alcuni casi, trasferiti a persone fisiche prive di reddito o con redditi molto bassi. L'obiettivo finale era la "monetizzazione" dei crediti mediante la cessione a enti come Cassa Depositi e Prestiti e Poste Italiane, che, ignari della natura fraudolenta, li acquistavano, causando un danno erariale significativo.​


Ruolo dei Professionisti Coinvolti

Tra gli indagati figurano diversi commercialisti, il cui ruolo è stato cruciale nell'architettare e facilitare le operazioni fraudolente. Questi professionisti avrebbero utilizzato le loro competenze per creare documentazione contabile e fiscale apparentemente legittima, al fine di supportare l'esistenza dei crediti d'imposta fittizi e favorirne la successiva cessione e monetizzazione.​


Intervento delle Autorità e Sequestri Effettuati

A seguito delle indagini, la Procura della Repubblica ha emesso decreti di sequestro d'urgenza per un totale di 1,2 miliardi di euro, colpendo i crediti fiscali illecitamente creati e ancora disponibili. Questo intervento rappresenta una misura preventiva per impedire ulteriori danni all'erario e sottolinea l'impegno delle autorità nel contrastare fenomeni di frode fiscale di tale portata.​


Implicazioni e Misure Preventive

Questo caso evidenzia la necessità di un rafforzamento dei controlli e delle misure preventive nell'ambito dei bonus fiscali, per evitare che tali incentivi vengano sfruttati in modo illecito. L'Agenzia delle Entrate, in collaborazione con la Guardia di Finanza, ha già implementato strumenti per monitorare e bloccare operazioni sospette, ma l'evoluzione delle tecniche fraudolente richiede un costante aggiornamento delle strategie di contrasto.

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