Matteo Salvini incontra Viktor Orbán: focus sulla pace e attacco alle politiche “suicide” dell’Unione europea
- piscitellidaniel
- 28 ott 2025
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L’incontro tra il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini e il primo ministro ungherese Viktor Orbán, tenutosi a Budapest, segna un nuovo capitolo nella convergenza politica tra due figure che da anni condividono una visione critica nei confronti dell’Unione europea e della sua gestione dei principali dossier internazionali. Al centro del colloquio, secondo quanto riferito da entrambe le delegazioni, la necessità di promuovere una “via europea alla pace” in Ucraina, ma anche una ferma opposizione alle politiche economiche e migratorie che, a loro giudizio, starebbero danneggiando le economie e la stabilità sociale del continente.
L’incontro si è svolto in un clima di cordialità e collaborazione, con Salvini accolto nel palazzo del governo ungherese da Orbán e dai principali membri del suo esecutivo. Le dichiarazioni rilasciate a margine della riunione evidenziano la volontà di rafforzare l’asse politico tra Roma e Budapest, un’alleanza che negli ultimi anni ha assunto un valore simbolico all’interno dell’Unione, rappresentando il fronte più critico verso Bruxelles. Salvini ha sottolineato la necessità di “rimettere al centro il buon senso e l’interesse dei popoli europei”, denunciando quelle che ha definito “politiche suicide” da parte della Commissione in materia economica, ambientale e di sicurezza.
Il tema della pace in Ucraina è stato il punto più sensibile dell’incontro. Entrambi i leader hanno ribadito la necessità di avviare un dialogo diplomatico immediato, sostenendo che la prosecuzione del conflitto rischia di destabilizzare ulteriormente l’Europa e di danneggiare le economie nazionali, già provate dal caro energia e dall’inflazione. Salvini ha dichiarato che “l’Italia deve essere protagonista di un percorso di pace”, evidenziando come la posizione ungherese sia “più realista di quella di molti governi europei che continuano a inseguire logiche di guerra”. Orbán, da parte sua, ha ribadito la linea di neutralità attiva dell’Ungheria, che ha mantenuto rapporti con Mosca pur rimanendo all’interno del blocco europeo, difendendo il principio della sovranità nazionale nelle scelte di politica estera.
Durante l’incontro sono stati affrontati anche i temi legati all’economia e alla transizione energetica. Entrambi i leader hanno espresso critiche verso le politiche ambientali europee, ritenute troppo rigide e penalizzanti per i settori produttivi. Salvini ha parlato di un “eccesso di ideologia verde” che rischia di compromettere la competitività delle imprese, mentre Orbán ha denunciato l’impatto delle sanzioni contro la Russia, definite “autolesioniste”, soprattutto per i Paesi che dipendono dalle forniture di gas e materie prime. L’idea condivisa è quella di un’Europa che torni a basarsi su un modello di sviluppo pragmatico, capace di conciliare sostenibilità e crescita, senza imporre vincoli giudicati irrealistici alle economie nazionali.
Sul fronte politico, l’incontro rafforza il dialogo tra forze appartenenti alla destra europea che si riconoscono in un progetto alternativo rispetto all’attuale assetto dell’Unione. Salvini e Orbán hanno discusso della necessità di costruire un’alleanza stabile tra partiti sovranisti e conservatori in vista delle prossime elezioni europee. L’obiettivo dichiarato è creare un blocco parlamentare capace di incidere sulle scelte comunitarie, opponendosi alle politiche che – secondo la loro visione – minano la sovranità degli Stati membri. In particolare, i due leader condividono una linea comune contro l’obbligatorietà delle ricollocazioni dei migranti, l’eccessiva centralizzazione delle decisioni economiche e la gestione unilaterale delle questioni energetiche da parte di Bruxelles.
Salvini ha elogiato la politica ungherese in materia di sicurezza e famiglia, definendo l’Ungheria “un modello di difesa dell’identità europea”. Orbán ha ricambiato i complimenti, sottolineando il ruolo dell’Italia come “ponte tra il Mediterraneo e l’Europa centrale” e ribadendo che “solo la cooperazione tra i popoli può salvare l’Unione dal declino”. Entrambi i leader hanno concordato sulla necessità di una revisione delle regole europee in materia di bilancio, chiedendo maggiore flessibilità per sostenere gli investimenti infrastrutturali e le politiche sociali.
La questione migratoria ha occupato una parte rilevante del colloquio. Salvini ha ribadito la linea del governo italiano, favorevole a un controllo più rigido delle frontiere esterne e al contrasto dei traffici illegali di esseri umani. Orbán ha confermato la posizione ungherese di chiusura alle rotte migratorie attraverso i Balcani, dichiarando che “la difesa dei confini è una condizione imprescindibile per la sicurezza dell’Europa”. Entrambi i leader hanno espresso la volontà di portare la questione sul tavolo europeo, chiedendo che l’immigrazione sia gestita non come emergenza ma come problema strutturale, da affrontare con politiche di sviluppo nei Paesi di origine.
L’incontro si è concluso con la promessa di una collaborazione più stretta anche sul piano infrastrutturale e logistico. Salvini ha evidenziato il ruolo strategico del corridoio mediterraneo e dei collegamenti tra i porti italiani e l’Europa orientale, considerati essenziali per la crescita economica e per la competitività dei mercati interni. Orbán ha mostrato interesse per progetti comuni di cooperazione industriale e per un rafforzamento delle connessioni energetiche e ferroviarie tra i due Paesi.
La visita di Salvini a Budapest conferma dunque il rafforzamento di un asse politico italo-ungherese che mira a presentarsi come alternativa al mainstream europeo. Le affinità ideologiche tra i due leader, unite alla comune critica verso la gestione della guerra in Ucraina e alla volontà di riportare le decisioni economiche e sociali all’interno dei singoli Stati, rappresentano i pilastri di una collaborazione destinata a pesare nel dibattito politico europeo dei prossimi mesi.

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