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Maltempo in Sardegna, Coldiretti stima danni alle colture per 30 milioni

Il maltempo che ha colpito la Sardegna nelle ultime settimane ha provocato danni significativi al comparto agricolo, con una stima che secondo Coldiretti raggiunge i 30 milioni di euro. Le piogge intense, accompagnate in alcune aree da grandinate e raffiche di vento, hanno compromesso coltivazioni, infrastrutture rurali e impianti produttivi, mettendo in difficoltà aziende già esposte alle oscillazioni dei mercati e all’aumento dei costi di produzione.


Le precipitazioni hanno interessato diverse province dell’isola, con allagamenti diffusi e smottamenti che hanno colpito campi, serre e terreni destinati a colture orticole e cerealicole. Particolarmente penalizzate risultano le produzioni stagionali e le colture arboree, tra cui vigneti e frutteti, dove l’eccesso di acqua ha favorito marciumi e perdita di raccolto. Le aziende agricole segnalano anche danni alle strutture di sostegno, ai sistemi di irrigazione e alla viabilità interpoderale, con conseguenti difficoltà logistiche.


La stima di 30 milioni di euro tiene conto sia delle perdite dirette di prodotto sia dei costi necessari per il ripristino delle strutture danneggiate. L’impatto economico si riflette non solo sui singoli imprenditori agricoli ma sull’intera filiera, che comprende trasformazione, distribuzione e commercializzazione. In un territorio dove l’agricoltura rappresenta un settore strategico per l’occupazione e la coesione sociale, le conseguenze del maltempo rischiano di avere ripercussioni durature.


Le associazioni di categoria chiedono interventi rapidi per il riconoscimento dello stato di calamità naturale e l’attivazione di misure di sostegno straordinarie. Tra le richieste figurano indennizzi per le aziende colpite, sospensione dei termini fiscali e contributivi e accesso agevolato al credito per favorire la ripresa delle attività. L’obiettivo è evitare che le perdite si traducano in chiusure o ridimensionamenti strutturali, con effetti negativi sull’economia locale.


Il maltempo in Sardegna si inserisce in un quadro più ampio di eventi climatici estremi che negli ultimi anni hanno colpito con maggiore frequenza il settore primario. Alternanza di siccità prolungate e precipitazioni intense mette sotto pressione le aziende agricole, chiamate ad adattarsi a condizioni sempre più imprevedibili. La gestione del rischio climatico diventa quindi una componente essenziale delle politiche agricole, con la necessità di investire in infrastrutture resilienti e sistemi di protezione.


Le autorità regionali e nazionali stanno monitorando la situazione per valutare l’entità complessiva dei danni e definire eventuali interventi. La rapidità delle procedure di accertamento rappresenta un elemento cruciale per garantire liquidità alle imprese colpite. Il comparto agricolo sardo, già impegnato in percorsi di valorizzazione delle produzioni tipiche e di innovazione, si trova ora a fronteggiare una nuova emergenza.


Il maltempo ha dunque evidenziato la vulnerabilità del settore agricolo agli eventi estremi, con un impatto stimato in decine di milioni di euro. Le prossime settimane saranno decisive per definire le misure di sostegno e per consentire alle aziende di avviare le operazioni di ripristino, in un contesto in cui la resilienza del sistema produttivo agricolo rappresenta un fattore strategico per l’economia dell’isola.

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