Legge sui lavoratori con malattie oncologiche: i pro e i contro della riforma
- Luca Brivio
- 30 mar
- Tempo di lettura: 2 min

La recente approvazione alla Camera della proposta di legge sulla conservazione del posto di lavoro per i lavoratori affetti da malattie oncologiche, invalidanti e croniche rappresenta un'importante novità nel panorama normativo italiano. Tuttavia, non mancano criticità che ne limitano l'efficacia. Di seguito, un'analisi dei principali punti di forza e delle debolezze della normativa.
I punti di forza della legge
Estensione del periodo di comportoUno degli aspetti più rilevanti della legge è l'estensione del periodo di comporto, ovvero il tempo massimo in cui un lavoratore può assentarsi per malattia senza perdere il posto di lavoro. La nuova normativa prevede che i lavoratori affetti da tumore o da malattie invalidanti possano conservare il loro impiego fino a due anni dopo il termine del periodo ordinario di 180 giorni stabilito dal Regio Decreto del 1924.
Maggiori permessi retribuitiLa legge concede dieci ore in più all'anno di permessi retribuiti per visite, esami e cure mediche, un piccolo ma significativo passo per agevolare i lavoratori con esigenze sanitarie complesse.
Accesso prioritario allo smart workingDopo il periodo di comporto, i lavoratori potranno accedere con priorità allo smart working, una misura utile per favorire la conciliazione tra salute e lavoro.
Tutela anche per i lavoratori autonomiPer i lavoratori autonomi, la legge introduce la possibilità di sospendere l'attività per un massimo di 300 giorni l'anno, evitando che la malattia comporti la cessazione definitiva del lavoro.
Le criticità della normativa
Periodo di comporto senza retribuzioneUna delle maggiori lacune della legge è che il prolungamento del comporto non prevede alcuna forma di retribuzione, contribuzione o riconoscimento dell'anzianità di servizio. Questo lascia i lavoratori senza alcuna entrata economica per due anni, una condizione difficile per chi già affronta le conseguenze finanziarie della malattia.
Divieto di svolgere altre attività lavorativeLa normativa impedisce ai lavoratori di cercare altre fonti di reddito durante il periodo di comporto, limitando le loro possibilità di sostenersi economicamente.
Permessi retribuiti insufficientiLe dieci ore in più di permessi retribuiti sono considerate insufficienti da molte associazioni di pazienti, considerando la frequenza di visite ed esami richiesti per le terapie oncologiche e croniche.
Mancata copertura contributivaIl periodo di comporto non viene conteggiato ai fini pensionistici, penalizzando i lavoratori già colpiti dalla malattia anche sul piano previdenziale.
Differenze tra lavoratori pubblici e privatiLa gestione della sostituzione del personale nel settore pubblico e il rimborso degli oneri nel privato non sono omogenei, creando disparità di trattamento tra le diverse categorie di lavoratori.
Conclusioni
La nuova legge rappresenta un primo passo verso una maggiore tutela dei lavoratori colpiti da gravi patologie, ma le sue limitazioni ne riducono significativamente l'impatto. L'assenza di retribuzione durante il periodo di comporto e la mancata copertura contributiva sono aspetti che richiedono ulteriori interventi legislativi per garantire un'effettiva protezione sociale. Il passaggio al Senato potrebbe essere l'occasione per apportare miglioramenti fondamentali e rendere la norma più equa e sostenibile per tutti i lavoratori colpiti da malattie gravi.

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