Le prospettive della crescita italiana nel biennio 2025-2026
- Giuseppe Politi

- 8 set
- Tempo di lettura: 1 min
L’economia italiana si trova oggi in un punto di svolta. Dopo anni caratterizzati da turbolenze globali, dall’impatto della pandemia alle tensioni geopolitiche, il 2025 rappresenta un banco di prova per valutare la capacità del Paese di consolidare un percorso di sviluppo sostenuto. I dati indicano una crescita moderata, trainata dalle esportazioni e dai settori più innovativi, ma la domanda interna rimane compressa a causa di salari stagnanti e inflazione persistente.
Il principale nodo da sciogliere è quello della produttività. Da oltre vent’anni l’Italia registra un incremento ben al di sotto della media europea. Senza una riforma incisiva che punti a semplificazione burocratica, sostegno agli investimenti e miglioramento delle infrastrutture, la crescita rischia di arenarsi. La transizione digitale e quella green sono le vere opportunità: rappresentano non solo nuovi mercati, ma anche la possibilità di ripensare l’organizzazione produttiva.
Il futuro dipende dalla capacità di coordinare le politiche industriali con quelle fiscali. Un PNRR attuato in maniera coerente può fungere da catalizzatore, ma i ritardi burocratici restano un pericolo. L’Italia deve quindi puntare su una governance forte, capace di guidare le risorse verso settori ad alto valore aggiunto e con un impatto diffuso sul territorio.
In prospettiva, il biennio 2025-2026 potrebbe rappresentare l’avvio di un ciclo positivo, purché si affrontino con decisione i nodi storici e si investa nella formazione delle nuove generazioni.




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