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Le esportazioni delle Regioni italiane - II trimestre 2025

Nel secondo trimestre 2025, si stima una flessione congiunturale delle esportazioni per tutte le ripartizioni territoriali, a esclusione del Centro (+4,6%). La riduzione è più ampia per il Sud e Isole (-3,6%) e per il Nord-est (-2,4%), più contenuta per il Nord-ovest (-0,6%). 


Nel periodo gennaio-giugno 2025, la crescita tendenziale dell’export nazionale in valore (+2,1%) è sintesi di dinamiche territoriali differenziate: aumentano le vendite all’estero per il Centro (+10,7%) e, in misura più contenuta, per il Sud (+2,0%), mentre si rilevano lievi riduzioni per il Nord-ovest (-0,3%) e il Nord-est   (-0,5%) e una più ampia flessione per le Isole (-13,3%). 


Nei primi sei mesi del 2025, le regioni italiane che registrano gli incrementi su base annua più marcati dell’export in valore sono: Lazio (+17,4%), Toscana (+11,8%), Abruzzo (+10,1%) e Friuli-Venezia Giulia (+6,6%). All’opposto, le flessioni tendenziali più ampie delle esportazioni riguardano Sardegna (-17,3%), Sicilia (-11,2%), Molise (-9,8%) e Puglia (-6,0%).


Nello stesso periodo, l’aumento delle vendite di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici da Toscana, Lazio, Lombardia, Abruzzo e Campania spiega per 2,9 punti percentuali la crescita su base annua dell’export nazionale; un ulteriore contributo positivo di 0,9 punti percentuali deriva dalle maggiori esportazioni di mezzi di trasporto, autoveicoli esclusi, da Friuli-Venezia Giulia, Lazio e Sicilia e di metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti, dalla Toscana. Per contro, le minori vendite di coke e prodotti petroliferi raffinati da Sicilia e Sardegna e di autoveicoli da Piemonte e Campania forniscono un contributo negativo di -1,0 punti percentuali.


Nel primo semestre 2025, i contributi positivi maggiori alla crescita su base annua dell’export nazionale derivano dall’aumento delle vendite del Lazio verso gli Stati Uniti (+133,7%), della Toscana verso Spagna (+97,5%) e Francia (+27,0%), del Friuli-Venezia Giulia verso la Germania (+92,2%) e dell’Abruzzo verso gli Stati Uniti (+62,9%). Gli apporti negativi più ampi, invece, provengono dal calo delle vendite della Toscana verso la Turchia (-37,2%) e della Lombardia verso la Svizzera (-12,1%).


Nell’analisi provinciale dell’export, si segnalano le performance positive di Firenze, Roma, Trieste, Frosinone e L’Aquila; i contributi negativi più ampi derivano da Siracusa, Gorizia, Milano, Cagliari e Torino.




Fonte: istat.it

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