La traiettoria dei tassi europei e il nuovo equilibrio macrofinanziario
- Giuseppe Politi

- 17 nov
- Tempo di lettura: 1 min
La progressiva riduzione dei tassi da parte della Banca centrale europea inaugura una fase di riassetto che coinvolge l’intera architettura economica dell’Eurozona. La normalizzazione monetaria, avviata dopo il lungo ciclo restrittivo imposto dall’impennata dei prezzi energetici, mira a restituire liquidità ai sistemi produttivi senza compromettere la stabilità dei prezzi. Le famiglie con mutui variabili registrano un andamento più morbido delle rate, contribuendo alla riattivazione dei consumi non essenziali. Le imprese, soprattutto quelle con forte dipendenza dal credito bancario, sfruttano il calo del costo del capitale per rinnovare impianti e programmare espansioni internazionali.
Il beneficio, tuttavia, non è uniforme. Le economie periferiche dell’Eurozona risentono di differenziali strutturali: produttività altalenante, ritardi nello sviluppo infrastrutturale, e una maggiore sensibilità ai cicli dei tassi. Lo scenario internazionale resta condizionato da una geopolitica instabile, che incide sui costi di approvvigionamento e sulla volatilità dei mercati. In Italia, il settore manifatturiero di alta gamma offre segnali di resilienza, mentre il comparto edilizio sconta un rallentamento dopo la stagione degli incentivi massivi. Il ritorno a una politica monetaria più accomodante rappresenta dunque un’opportunità di consolidamento, ma richiede riforme strutturali che rendano permanente il miglioramento delle condizioni finanziarie.




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