top of page

La rivoluzione del risparmio gestito: efficienza, costi e nuovi orizzonti patrimoniali

Il risparmio gestito italiano sta vivendo una fase di profonda trasformazione, sospinta da tre forze convergenti: la crescente attenzione agli strumenti passivi a basso costo, l’avvento di tecnologie digitali sempre più sofisticate e il progressivo cambio generazionale tra gli investitori.

L’industria tradizionale dei fondi si confronta con un mercato in cui la trasparenza è divenuta un prerequisito, la performance relativa non è più sufficiente a giustificare le commissioni elevate e l’accesso alle soluzioni di investimento è sempre più disintermediato. I nuovi risparmiatori chiedono semplicità, personalizzazione e costi certi, costringendo gli operatori a reinventare il proprio modello.

Le SGR si stanno adattando con la creazione di fondi a benchmark dinamico, soluzioni ESG, comparti tematici globali e approcci multistrategy. Tuttavia, la concorrenza dei fondi passivi e degli ETF continua a guadagnare terreno, soprattutto tra i giovani investitori e i clienti a patrimonio medio. I dati più recenti confermano un ribilanciamento netto dei portafogli retail: meno fondi a gestione attiva e più strumenti indicizzati, spesso combinati attraverso piattaforme di consulenza automatizzata.

Allo stesso tempo, la digitalizzazione dei processi sta modificando radicalmente la distribuzione. Il consulente finanziario resta figura chiave per molti risparmiatori italiani, ma è sempre più affiancato da strumenti digitali che supportano l’analisi di rischio, la pianificazione obiettiva e il monitoraggio costante. Le banche tradizionali investono in robo-advisor evoluti, app di portafoglio, reportistica interattiva e dashboard predittive. Anche le fintech giocano un ruolo crescente, offrendo prodotti sofisticati a costi competitivi, con esperienze utente intuitive e linguaggi accessibili.

Un altro cambiamento rilevante riguarda la composizione del patrimonio gestito. Sempre più famiglie chiedono strumenti multi-asset in grado di affrontare scenari inflattivi, instabilità geopolitica e transizioni energetiche. L’interesse si sposta su fondi flessibili, comparti legati alla sostenibilità, obbligazionari corporate short duration e soluzioni con opzioni di protezione del capitale.

In parallelo, cresce l’interesse per la consulenza patrimoniale evoluta, che integra gestione finanziaria, pianificazione successoria, ottimizzazione fiscale e protezione del patrimonio immobiliare. Le SGR più innovative affiancano al prodotto una strategia: il cliente non acquista un fondo, ma una prospettiva finanziaria.

Non meno rilevante è l’impatto della regolamentazione: le autorità europee chiedono sempre maggiore chiarezza sui costi totali, sui rischi e sugli obiettivi dei fondi. I documenti KID diventano più leggibili, i benchmark più coerenti, le pratiche di “greenwashing” sanzionate. La trasparenza è ormai parte integrante della fiducia.

Infine, il risparmio gestito non è più riservato ai patrimoni elevati. Grazie alla tecnologia e alla concorrenza, oggi anche con poche migliaia di euro è possibile costruire un portafoglio diversificato, globale e competitivo. Il futuro sarà probabilmente dominato da un mix: soluzioni passive per l’efficienza, consulenza digitale per la personalizzazione, e strumenti attivi selezionati per generare valore aggiunto. L’Italia, in questa transizione, è chiamata a colmare ritardi culturali e operativi, ma il mercato si muove, e il cambiamento è già in atto.

Commenti


Le ultime notizie

bottom of page