La proposta della Commissione europea di rinviare e semplificare le norme sull’intelligenza artificiale ad alto rischio e il nuovo orientamento regolatorio
- piscitellidaniel
- 19 nov
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La Commissione europea ha presentato una proposta che introduce un rinvio nell’applicazione delle norme relative ai sistemi di intelligenza artificiale classificati ad alto rischio e una semplificazione dei requisiti previsti per gli operatori economici coinvolti. L’iniziativa si inserisce nel quadro dell’attuazione dell’AI Act, che rappresenta il pilastro normativo della strategia europea sull’intelligenza artificiale, ma che ha evidenziato la necessità di adattamenti operativi per consentire a imprese, pubbliche amministrazioni e organismi di valutazione della conformità di affrontare con gradualità gli obblighi previsti. Secondo la Commissione, la complessità del sistema di classificazione e la mole di adempimenti richiesti rischiano di rallentare l’adozione dell’AI in settori strategici, rendendo opportuno un periodo di transizione più ampio e un alleggerimento di alcuni oneri tecnici.
Il rinvio riguarda in modo particolare i sistemi ad alto rischio destinati a essere utilizzati in ambiti critici, come infrastrutture energetiche, trasporti, servizi finanziari, sanità, gestione dell’istruzione e attività della pubblica amministrazione. Il quadro originario dell’AI Act prevedeva tempi di adeguamento ristretti e un insieme articolato di requisiti che includevano trasparenza algoritmica, gestione dei dati, supervisione umana, sicurezza informatica e audit indipendenti. Gli operatori hanno segnalato difficoltà significative nel predisporre tutte le misure richieste, soprattutto per la carenza di standard tecnici pienamente armonizzati e per la necessità di definire procedure interne compatibili con le risorse disponibili. La Commissione, recepite queste osservazioni, propone ora una tempistica più estesa e una strutturazione dei requisiti che distingua con maggiore chiarezza gli obblighi essenziali da quelli supplementari.
Le semplificazioni annunciate puntano a eliminare ridondanze procedurali e a rendere più lineare la documentazione tecnica necessaria per dimostrare la conformità. Ciò coinvolge, ad esempio, la valutazione dei rischi sistemici, la descrizione del ciclo di vita algoritmico e l’individuazione dei dataset utilizzati per addestrare e testare i modelli. La Commissione intende introdurre un modello documentale più snello, focalizzato sugli elementi effettivamente rilevanti ai fini della sicurezza e dell’affidabilità del sistema. Allo stesso tempo, vengono ridimensionati alcuni obblighi di monitoraggio continuo, lasciando agli operatori un margine più ampio nella scelta degli strumenti tecnologici idonei. L’obiettivo è evitare che il carico amministrativo scoraggi la progettazione e l’impiego di sistemi innovativi nei settori produttivi europei.
Un ruolo centrale nella proposta è attribuito agli organismi notificati incaricati delle valutazioni di conformità. In più Stati membri è stata evidenziata una carenza di enti accreditati in grado di eseguire controlli specialistici sui sistemi ad alto rischio, con il rischio di rallentare l’intero processo di certificazione. La nuova impostazione prevede un percorso accelerato per il riconoscimento e la formazione degli organismi notificati, con linee guida più uniformi e una semplificazione dei criteri richiesti per ottenere l’accreditamento. Ciò consente di ampliare rapidamente il numero di soggetti qualificati, riducendo il rischio di colli di bottiglia nell’implementazione dell’AI Act.
Un altro aspetto significativo riguarda la definizione di standard tecnici europei. L’assenza di norme armonizzate per alcuni requisiti dell’AI Act ha creato incertezza tra gli operatori, che si trovano a dover interpretare criteri generali senza un riferimento tecnico condiviso. La Commissione annuncia ora un piano accelerato di coordinamento con gli organismi europei di normazione, al fine di predisporre standard più chiari, applicabili e coerenti con l’evoluzione tecnologica. Questo intervento è considerato essenziale per garantire che le imprese possano adeguarsi alle norme senza incorrere in interpretazioni divergenti o eccessivamente onerose.
Le misure proposte si collocano in un quadro competitivo internazionale nel quale l’Europa mira a bilanciare tutela dei diritti, promozione dell’innovazione e sicurezza delle tecnologie. Il rischio individuato dalla Commissione è che un’applicazione troppo rigida e immediata delle norme sugli algoritmi ad alto rischio possa beneficiare regioni del mondo con regimi normativi più permissivi, riducendo la capacità dell’Europa di attrarre investimenti e trattenere competenze avanzate. La nuova impostazione conserva gli obiettivi di fondo dell’AI Act ma adatta le modalità operative per renderle compatibili con le esigenze del mercato e con la capacità tecnica degli operatori.
La proposta comprende inoltre una revisione delle tempistiche di applicazione, che vengono suddivise in fasi per consentire agli operatori di predisporre ambienti di test, audit interni e sistemi di governance dell’AI più maturi. In ambito sanitario, finanziario ed educativo, il rinvio consente di valutare con maggiore precisione gli effetti degli algoritmi sulle decisioni sensibili, riducendo il rischio di implementazioni affrettate che potrebbero compromettere la qualità dei servizi. Nel settore pubblico, la dilazione offre agli enti locali e alle amministrazioni centrali la possibilità di riorganizzare i sistemi informativi in modo coerente con i nuovi obblighi.
La Commissione ha inoltre posto l’accento sulla necessità di coinvolgere maggiormente le piccole e medie imprese, che spesso non dispongono di risorse sufficienti per adempiere a requisiti complessi. Le semplificazioni proposte mirano a evitare che il quadro regolatorio diventi un ostacolo all’adozione dell’AI da parte delle PMI, incentivandone invece la partecipazione allo sviluppo di soluzioni innovative. Ciò potrebbe rafforzare la competitività europea nei settori emergenti, promuovendo un ecosistema tecnologico più accessibile e diversificato.
L’iniziativa della Commissione rappresenta quindi un tentativo di calibrare il peso della regolamentazione ai fini della tutela pubblica, mantenendo al contempo un tessuto innovativo competitivo e capace di attrarre investimenti. Il processo di approvazione della proposta richiederà un confronto con Parlamento e Consiglio, che saranno chiamati a valutare l’equilibrio tra protezione degli utenti e incentivi alla crescita tecnologica. Le discussioni verteranno sulla definizione dei requisiti minimi, sul grado di elasticità da concedere agli operatori e sul calendario definitivo dell’entrata in vigore delle norme.

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