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La crescita rallentata dell’economia globale e i nuovi equilibri commerciali

Il commercio internazionale sta attraversando un mutamento strutturale che affonda le radici nella ridefinizione delle catene globali del valore e nella progressiva regionalizzazione degli scambi. Le tensioni geopolitiche hanno accelerato un processo già in atto: paesi e imprese cercano fornitori più vicini, più affidabili e meno esposti ai rischi di interruzioni. Questo fenomeno, definito “friend-shoring”, permette di accorciare le distanze logistiche, rafforzare i controlli qualitativi e ridurre l’impatto delle oscillazioni valutare.

L’economia globale mostra segnali di resilienza, ma il ritmo di crescita resta inferiore alla media degli ultimi vent’anni. L’inflazione attenuata non basta a garantire una ripresa vigorosa, frenata da investimenti prudenti e da un mercato del lavoro che, pur solido, manifesta difficoltà nel reperire competenze avanzate. La tecnologia rimane l’asse portante della competitività, influenzando sia le politiche industriali sia le strategie aziendali. Le imprese più lungimiranti investono in automazione, analisi dati e cybersecurity, preparando il terreno per una crescita più equilibrata nel 2026.

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