La Corte del Commercio Internazionale annulla i dazi di Trump: un colpo al protezionismo unilaterale
- piscitellidaniel
- 29 mag
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La sentenza del 28 maggio 2025: illegittimità dei dazi “Liberation Day”
Il 28 maggio 2025, la Corte del Commercio Internazionale degli Stati Uniti ha emesso una sentenza storica nel caso V.O.S. Selections, Inc. v. United States, dichiarando illegittimi i dazi imposti dall'amministrazione Trump noti come “Liberation Day Tariffs”. La corte ha stabilito che l'ex presidente ha oltrepassato i limiti dei poteri conferiti dall'International Emergency Economic Powers Act (IEEPA) del 1977, utilizzato per giustificare l'imposizione di tariffe generalizzate su importazioni da oltre 150 paesi, tra cui Canada, Messico, Cina e Unione Europea.
Il collegio giudicante, composto da tre giudici nominati da presidenti di diverse appartenenze politiche, ha concluso che l'IEEPA non conferisce al presidente un'autorità illimitata per imporre dazi in assenza di una minaccia “straordinaria e inusuale”. La corte ha inoltre evidenziato che l'uso dell'IEEPA in questo contesto rappresenta una delega impropria di potere legislativo all'esecutivo, violando il principio di separazione dei poteri.
Reazioni dell'amministrazione e prospettive di appello
La Casa Bianca ha reagito con fermezza alla sentenza, annunciando l'intenzione di presentare appello e definendo la decisione un “colpo di stato giudiziario”. L'amministrazione ha dichiarato un'emergenza nazionale per giustificare l'adozione di misure alternative, tra cui l'uso di altre disposizioni legislative come la Sezione 122 del Trade Act del 1974 e la Sezione 301, che consentono l'imposizione di dazi in risposta a pratiche commerciali scorrette.
Tuttavia, l'implementazione di tali misure richiederebbe tempo e potrebbe incontrare ulteriori ostacoli legali, soprattutto considerando che la corte ha chiarito che l'IEEPA non può essere utilizzato per giustificare dazi generalizzati basati su squilibri commerciali, come sostenuto dall'amministrazione.
Implicazioni economiche e reazioni dei mercati
La sentenza ha avuto un impatto immediato sui mercati finanziari, con un rialzo dei principali indici azionari e del dollaro statunitense. Gli investitori hanno accolto positivamente la decisione, interpretandola come un segnale di stabilità e di ritorno a politiche commerciali più prevedibili. Al contrario, l'oro, tradizionale bene rifugio, ha registrato un calo, riflettendo una diminuzione delle incertezze legate alle tensioni commerciali
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Conseguenze per le relazioni commerciali internazionali
La decisione della corte rappresenta un punto di svolta nelle relazioni commerciali internazionali degli Stati Uniti. I dazi “Liberation Day” avevano innescato una serie di ritorsioni da parte di partner commerciali come la Cina, che aveva imposto tariffe su prodotti statunitensi e avviato indagini antitrust su aziende americane.
Con l'annullamento di questi dazi, si apre la possibilità di una distensione delle tensioni commerciali e di una ripresa delle negoziazioni multilaterali. Tuttavia, l'incertezza persiste, soprattutto se l'amministrazione dovesse procedere con l'appello e con l'adozione di nuove misure protezionistiche.
Impatto sul dibattito politico interno
La sentenza ha riacceso il dibattito politico interno negli Stati Uniti sulla portata dei poteri presidenziali in materia commerciale. Mentre i sostenitori dell'amministrazione difendono l'uso dei dazi come strumento per proteggere l'industria nazionale e ridurre il deficit commerciale, i critici sottolineano i rischi di un eccessivo interventismo esecutivo e le possibili ripercussioni negative sull'economia e sulle relazioni internazionali.

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