L'Unione Europea lancia un piano d'azione per semplificare il mercato unico e sostenere le PMI
- piscitellidaniel
- 21 mag
- Tempo di lettura: 3 min
La Commissione Europea ha annunciato un nuovo piano d'azione per rafforzare e semplificare il funzionamento del mercato unico, con un focus particolare sulle piccole e medie imprese (PMI). Queste rappresentano il 99% del tessuto imprenditoriale europeo e impiegano circa 100 milioni di persone, ma sono anche le realtà più esposte agli oneri normativi, alla frammentazione legislativa tra Stati membri e alle difficoltà di accesso ai finanziamenti.
Il piano, presentato nell’ambito della “Bussola per la competitività”, rientra in una strategia più ampia volta a rilanciare la crescita economica, sostenere l’innovazione e affrontare le sfide globali legate alla transizione verde e digitale. Secondo quanto dichiarato dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen, il rafforzamento delle PMI è una priorità imprescindibile per garantire la sovranità economica e tecnologica dell’Unione.
Obiettivi e pilastri strategici
Il piano d’azione si articola attorno a tre pilastri fondamentali: innovazione, sostenibilità e sicurezza economica.
Il primo pilastro punta a sostenere la competitività attraverso la promozione di innovazione e nuove tecnologie. In particolare, la Commissione intende facilitare lo sviluppo e l’adozione dell’intelligenza artificiale da parte delle PMI, semplificando le normative in materia di proprietà intellettuale e promuovendo strumenti di finanziamento specifici per le start-up deep tech. Si punta anche a rendere più accessibile l’accesso ai mercati pubblici, tradizionalmente più favorevoli alle grandi imprese.
Il secondo pilastro si concentra sulla decarbonizzazione, promuovendo l’integrazione dei principi ESG e l’adozione di tecnologie green da parte delle imprese. Tra le misure previste vi è il rafforzamento degli incentivi fiscali per le aziende che investono in efficienza energetica e l’estensione del supporto tecnico per favorire la transizione sostenibile nei settori più energivori.
Il terzo pilastro riguarda la resilienza e la sicurezza, con l’obiettivo di ridurre la dipendenza da fornitori esterni in settori critici come l’energia, le materie prime e le tecnologie digitali. A tal fine verranno potenziate le infrastrutture europee nel campo del calcolo ad alte prestazioni, del cloud, dei dati industriali e delle telecomunicazioni satellitari.
Le misure per le PMI
Il piano dedica un’attenzione specifica alle PMI, prevedendo una serie di azioni mirate per ridurre la complessità burocratica e favorire lo sviluppo. Tra queste spicca l’introduzione di un regime fiscale unificato, secondo il quale le imprese potranno rapportarsi con una sola autorità tributaria europea, anche nel caso di operazioni transfrontaliere. Questo sistema, denominato “Head Office Tax System”, è pensato per eliminare le duplicazioni nei versamenti e per incentivare l’internazionalizzazione.
Un altro punto centrale è la riduzione degli oneri regolatori. La Commissione ha annunciato una valutazione sistematica delle normative esistenti con l’obiettivo di eliminare almeno il 25% degli obblighi dichiarativi e delle procedure ridondanti. Sarà rafforzato lo “SME Test”, ovvero il meccanismo che valuta l’impatto delle nuove leggi sulle imprese minori prima della loro approvazione.
In ambito finanziario, il piano prevede il potenziamento degli strumenti di capitale di rischio, attraverso la mobilitazione del Fondo InvestEU e la creazione di veicoli pubblici-privati per sostenere le scale-up. Verranno inoltre semplificate le condizioni di accesso ai bandi europei per innovazione e digitalizzazione, garantendo maggiore trasparenza e velocità nelle procedure.
Rafforzare il mercato unico
Il mercato unico, con un PIL complessivo di oltre 17 trilioni di euro, è una delle conquiste storiche dell’integrazione europea. Tuttavia, secondo le ultime analisi della Commissione, la sua frammentazione normativa e fiscale continua a rappresentare un ostacolo per la competitività, soprattutto per le imprese di dimensione medio-piccola. Il nuovo piano d’azione intende rimuovere barriere non tariffarie, armonizzare le normative tecniche e migliorare il funzionamento dello Sportello Unico Digitale.
Anche la promozione della mobilità dei lavoratori qualificati è parte integrante della strategia, con un rafforzamento del riconoscimento delle qualifiche professionali tra gli Stati membri e la creazione di una piattaforma europea per il reclutamento di profili tecnici e digitali.
Prossimi passi e implicazioni
La Commissione presenterà le proposte legislative attuative del piano entro la fine del 2025. Sarà il nuovo Parlamento europeo, in carica dopo le elezioni di giugno, a discuterle e adottarle. Il successo del piano dipenderà in gran parte dalla capacità degli Stati membri di collaborare all’attuazione omogenea delle misure e di evitare sovrapposizioni con le normative nazionali.
Le principali associazioni europee di imprese hanno accolto positivamente l’iniziativa, sottolineando però la necessità di tempi certi e strumenti operativi semplici. Anche la Banca europea per gli investimenti ha annunciato il suo supporto, dichiarando di essere pronta a mobilitare fino a 20 miliardi di euro in finanziamenti per sostenere l’attuazione del piano.

Commenti