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L’inflazione in Europa: tra controllo dei prezzi e stagnazione dei redditi

L'inflazione, dopo aver raggiunto picchi storici nel biennio 2022–2023, è tornata a livelli più contenuti, ma i suoi effetti continuano a pesare sulle famiglie europee. la riduzione del potere d’acquisto, combinata con una crescita salariale insufficiente, alimenta una stagnazione dei redditi che mina la domanda interna.

La BCE mantiene una politica monetaria prudente, con tassi ancora relativamente elevati per evitare nuove spinte inflazionistiche. Tuttavia, il rischio di una stretta eccessiva è concreto: l’economia dell’eurozona cresce poco e la fiducia dei consumatori resta fragile.

In questo contesto, l’Italia soffre più di altri paesi. Il debito pubblico limita i margini di intervento e il costo della vita nelle grandi città resta alto. la risposta deve essere strutturale: riduzione della pressione fiscale, riforme sul lavoro e sostegno ai consumi attraverso una politica dei redditi coordinata.

L’inflazione “di seconda generazione”, quella legata a salari, energia e servizi, rischia di diventare cronica. solo una combinazione di investimenti pubblici, produttività privata e nuove politiche redistributive potrà garantire stabilità.

l’europa ha imparato a convivere con l’inflazione, ma ora deve imparare a crescere di nuovo.

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