L’economia dei servizi: turismo, sanità e pubblica amministrazione
- Giuseppe Politi

- 22 mag
- Tempo di lettura: 1 min
Il terziario continua a rappresentare oltre il 70% del PIL italiano. Dopo gli scossoni pandemici, il 2025 mostra una ripresa solida del turismo e una riconfigurazione profonda dei servizi alla persona, in particolare nel settore sanitario e nella PA.
Il turismo culturale e di prossimità ha recuperato livelli pre-2020, con città d’arte, borghi e itinerari enogastronomici in netta espansione. L’impatto economico è forte anche sulle attività collaterali: ristorazione, trasporti locali, commercio.
La sanità pubblica, dopo la crisi da Covid-19, è sotto pressione per carenza di medici, infermieri e strutture. Le liste d’attesa si sono allungate, generando maggiore ricorso alla sanità privata. Il SSN necessita di un piano di riqualificazione sia digitale sia organizzativo.
La pubblica amministrazione è al centro di una lenta ma significativa trasformazione digitale. Il PNRR finanzia strumenti di semplificazione, portali integrati e formazione del personale. Tuttavia, il cambio generazionale nei ruoli tecnici procede a rilento.
Il 2025 dimostra che un’economia dei servizi efficiente è essenziale per la coesione sociale e per la competitività del Paese. La sfida è dotare il settore pubblico e para-pubblico degli strumenti per diventare leve di sviluppo, non zavorre burocratiche.




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