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L’Abruzzo investe nella logistica intermodale: nasce l’alleanza tra strada e ferro per rilanciare la competitività del sistema produttivo regionale

La Regione Abruzzo ha avviato un piano strategico ambizioso per potenziare la logistica intermodale e rendere il territorio un nodo competitivo nei collegamenti tra Adriatico e Tirreno. Il progetto, promosso in collaborazione con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Rete Ferroviaria Italiana e le principali associazioni imprenditoriali del territorio, mira a creare una rete integrata tra trasporto su strada e su rotaia, capace di favorire la crescita delle imprese e di ridurre i costi della movimentazione delle merci. Si tratta di un’iniziativa che si colloca nel quadro più ampio della transizione verso una mobilità sostenibile, in linea con gli obiettivi del Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima e con le direttive europee sullo sviluppo delle infrastrutture verdi.


L’asse centrale del progetto è la realizzazione di una piattaforma logistica regionale in grado di connettere le aree industriali dell’Abruzzo con i principali snodi ferroviari e portuali del Paese. Il piano prevede il potenziamento delle infrastrutture esistenti, con interventi mirati sulla rete ferroviaria Pescara-Chieti-Sulmona-Avezzano e sull’asse autostradale A14-A25, oltre alla valorizzazione dei porti di Ortona e Vasto come punti strategici di scambio intermodale. L’obiettivo è favorire il passaggio progressivo dal trasporto su gomma a quello ferroviario per le merci a medio e lungo raggio, riducendo così le emissioni di CO₂ e migliorando l’efficienza dei flussi logistici.


La Regione intende inoltre rafforzare il ruolo dell’Abruzzo come ponte naturale tra l’Adriatico e il Tirreno, creando collegamenti più rapidi e sostenibili con i porti di Civitavecchia, Napoli e Ancona. Il progetto prevede la realizzazione di terminal intermodali attrezzati nelle aree industriali di Chieti Scalo, Manoppello e Avezzano, dove le merci potranno essere trasferite direttamente dai camion ai treni e viceversa. Queste infrastrutture saranno integrate con sistemi digitali di tracciamento e gestione dei flussi, basati su tecnologie IoT e intelligenza artificiale, per ottimizzare i tempi di carico, scarico e distribuzione.


Il piano per la logistica intermodale rappresenta anche un’importante opportunità per le imprese abruzzesi. Il sistema produttivo regionale, composto in gran parte da piccole e medie imprese dei settori manifatturiero, agroalimentare e meccanico, soffre da tempo di una carenza strutturale nelle infrastrutture di trasporto, che penalizza la competitività e aumenta i costi di esportazione. La nuova rete logistica consentirà di ridurre sensibilmente i tempi di trasporto verso i mercati del Nord Italia e dell’Europa centrale, migliorando la capacità delle aziende di inserirsi nelle catene del valore globali.


L’iniziativa si accompagna a un piano di investimenti pubblici e privati stimato in oltre 600 milioni di euro, finanziato attraverso fondi europei, PNRR e contributi delle autorità portuali. Gli interventi comprendono il potenziamento dei binari di raccordo per il trasporto merci, la riqualificazione delle aree retroportuali e l’ammodernamento dei centri intermodali esistenti. Particolare attenzione è riservata alla digitalizzazione del sistema, con la creazione di una piattaforma unica di gestione dei flussi logistici regionali, che consentirà di monitorare in tempo reale la circolazione delle merci e di garantire una maggiore trasparenza nella catena di approvvigionamento.


Il progetto prevede anche una forte sinergia con le università e i centri di ricerca abruzzesi, che saranno coinvolti nello sviluppo di soluzioni tecnologiche innovative per la logistica sostenibile. L’Università dell’Aquila e l’Università “Gabriele D’Annunzio” di Chieti-Pescara parteciperanno ai programmi di ricerca applicata per la progettazione di nuovi modelli di trasporto intelligente e per la formazione di figure professionali specializzate nella gestione dei sistemi intermodali. L’obiettivo è creare un ecosistema logistico in grado di integrare competenze, innovazione e infrastrutture, rafforzando la competitività del territorio.


Dal punto di vista ambientale, l’alleanza tra strada e ferro rappresenta una delle azioni più significative per la riduzione dell’impatto del trasporto merci sull’ambiente. Secondo le stime dell’assessorato ai Trasporti, la piena operatività del sistema intermodale consentirà di ridurre le emissioni di CO₂ di oltre 70.000 tonnellate l’anno, contribuendo agli obiettivi europei di neutralità climatica. Verranno inoltre adottate misure per incentivare l’uso di carburanti alternativi, come l’idrogeno e il biometano, nei veicoli destinati al trasporto su gomma, e per promuovere l’elettrificazione delle linee ferroviarie regionali.


Un ruolo chiave sarà svolto dalle partnership pubblico-private, che dovranno garantire la sostenibilità economica del progetto nel lungo periodo. Le imprese logistiche, i gestori ferroviari e le autorità portuali saranno chiamati a collaborare per la definizione di modelli di governance condivisi, che assicurino l’efficienza delle infrastrutture e la competitività delle tariffe. L’obiettivo è creare un sistema logistico integrato capace di attrarre nuovi investimenti, anche esteri, e di rendere l’Abruzzo un punto di riferimento per la logistica adriatica e tirrenica.


Il potenziamento della logistica intermodale si inserisce infine in una strategia più ampia di rilancio del territorio. L’Abruzzo mira a posizionarsi come regione chiave nei corridoi europei TEN-T, in particolare lungo l’asse adriatico-ionico e il corridoio Scandinavo-Mediterraneo, che collega i porti del Nord Europa con il Sud Italia. L’integrazione con queste reti consentirà di attrarre nuovi flussi commerciali e di rafforzare la vocazione internazionale del territorio, trasformando la regione in una piattaforma logistica strategica per l’intero Mezzogiorno.


Il progetto dell’alleanza strada-ferro rappresenta dunque una delle più importanti operazioni infrastrutturali mai avviate in Abruzzo negli ultimi decenni. Un piano che unisce sviluppo economico, innovazione e sostenibilità, puntando a costruire un sistema logistico moderno e competitivo, capace di sostenere la crescita delle imprese locali e di valorizzare la posizione geografica della regione come crocevia naturale tra l’Italia centrale e il Mediterraneo orientale.

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