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Italia a più velocità: la geografia delle riprese economiche tra Nord e Sud

L’economia italiana mostra segnali di vitalità, ma il quadro resta a tinte alterne. Il Nord continua a trainare il Paese, sostenuto da un tessuto produttivo solido, una vocazione export-oriented e una capacità di attrarre investimenti. Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto confermano la loro resilienza, anche grazie a politiche regionali incentrate sull’innovazione e la digitalizzazione.

Nel Mezzogiorno, invece, la ripresa è più fragile. Persistono difficoltà strutturali: disoccupazione elevata, infrastrutture carenti e un tessuto imprenditoriale spesso polverizzato e sottocapitalizzato. Tuttavia, emergono segnali incoraggianti in settori come l’agroalimentare di qualità, il turismo esperienziale e le energie rinnovabili, sostenuti da fondi del PNRR.

A livello nazionale, la crescita del PIL prevista per il 2025 si attesta attorno all’1%, ma con forti divergenze territoriali. La tenuta dei consumi interni, il contenimento dell’inflazione e la gestione efficace dei fondi europei restano i principali snodi. La vera sfida sarà armonizzare le strategie territoriali, rilanciando un progetto industriale unitario che superi la frammentazione e valorizzi le specificità locali.

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