Italia 2026: crescita fragile tra debito pubblico e nuove regole fiscali
- Giuseppe Politi

- 19 gen
- Tempo di lettura: 1 min
Il 2026 si apre per l’economia italiana sotto il segno di un equilibrio instabile. La crescita resta positiva ma contenuta, compressa tra l’elevato livello del debito pubblico e il ritorno a una disciplina di bilancio più stringente in ambito europeo. La progressiva disattivazione delle misure straordinarie di sostegno post-pandemico e la riduzione degli incentivi edilizi stanno rallentando la domanda interna, mentre l’export soffre un contesto globale meno dinamico.
Il nodo centrale rimane la sostenibilità del debito, che impone una selezione più rigorosa della spesa pubblica e una maggiore attenzione alla qualità degli investimenti. In questo scenario, la capacità di attrarre capitali privati e di accelerare l’attuazione dei progetti infrastrutturali diventa decisiva. L’Italia si gioca la credibilità finanziaria sulla stabilità politica e sulla continuità delle riforme, fattori chiave per contenere il costo del debito e preservare la fiducia dei mercati.




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