Iran, Larijani: l’Aiea potrà ispezionare i nostri siti nucleari
- piscitellidaniel
- 16 feb
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L’annuncio di Ali Larijani sulla disponibilità dell’Iran a consentire nuove ispezioni dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica nei propri siti nucleari rappresenta un passaggio diplomatico di rilievo in una fase di rinnovata tensione sul dossier atomico. La dichiarazione interviene in un contesto caratterizzato da diffidenza reciproca, negoziati intermittenti e crescente pressione internazionale sulle attività di arricchimento dell’uranio portate avanti da Teheran. La possibilità di riaprire l’accesso agli ispettori dell’Aiea viene letta come un segnale di apertura che potrebbe contribuire a ridurre l’escalation politica e a ristabilire almeno in parte un canale tecnico di verifica, elemento centrale nel sistema di controllo previsto dal Trattato di non proliferazione nucleare. Dopo anni segnati da sospensioni, limitazioni agli accessi e controversie sui livelli di arricchimento raggiunti, la disponibilità a ispezioni più ampie assume un valore simbolico e strategico, perché rimette al centro il ruolo dell’agenzia come garante della trasparenza e della verifica internazionale.
Il programma nucleare iraniano resta uno dei principali nodi geopolitici globali, intrecciando sicurezza regionale, equilibri mediorientali e rapporti con Stati Uniti ed Europa. Le autorità iraniane hanno sempre rivendicato la natura civile delle proprie attività, sostenendo che l’arricchimento dell’uranio sia finalizzato alla produzione di energia e alla ricerca scientifica. Tuttavia, i livelli di arricchimento raggiunti negli ultimi anni e la riduzione della cooperazione con gli ispettori hanno alimentato sospetti e inasprito il regime sanzionatorio. La riapertura alle ispezioni potrebbe rappresentare un tentativo di riattivare un percorso negoziale più strutturato, evitando ulteriori irrigidimenti e possibili nuove misure restrittive. Sul piano tecnico, la presenza dell’Aiea consente di monitorare scorte, centrifughe, processi di arricchimento e flussi di materiale nucleare, offrendo alla comunità internazionale dati verificabili e non esclusivamente dichiarativi. La credibilità dell’annuncio dipenderà tuttavia dalle modalità operative dell’accesso, dall’ampiezza dei siti visitabili e dalla continuità delle verifiche nel tempo.
La mossa si inserisce in una strategia che combina apertura selettiva e fermezza su altri dossier sensibili, come il programma missilistico e la politica regionale. Teheran sembra voler dimostrare disponibilità su un terreno tecnico senza rinunciare alla propria linea di autonomia strategica, cercando di evitare l’isolamento completo e di alleggerire la pressione economica derivante dalle sanzioni. Per le potenze occidentali, l’effettiva collaborazione con l’Aiea rappresenta una condizione imprescindibile per qualsiasi evoluzione positiva del quadro diplomatico. Il ritorno a un sistema di ispezioni pienamente funzionante potrebbe contribuire a ridurre l’incertezza e a contenere i rischi di escalation, ma il clima resta fragile e condizionato da anni di reciproche accuse. La partita si gioca quindi su un equilibrio delicato tra verifica tecnica, volontà politica e capacità di costruire un percorso negoziale credibile, in un contesto regionale nel quale la stabilità dipende anche dalla gestione del dossier nucleare iraniano.

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