Intesa Sanpaolo supera le stime: utile netto a 7,6 miliardi nei primi nove mesi e crescita trainata dagli interessi
- piscitellidaniel
- 31 ott
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Intesa Sanpaolo ha chiuso i primi nove mesi del 2025 con risultati superiori alle attese del mercato, consolidando il proprio ruolo di banca leader nel panorama europeo. L’utile netto del gruppo ha raggiunto 7,6 miliardi di euro, un valore che segna una crescita significativa rispetto allo stesso periodo del 2024 e che supera le previsioni degli analisti. Il dato conferma la capacità del gruppo di mantenere una traiettoria di espansione stabile, sostenuta da una solida gestione dei ricavi e da un attento controllo dei costi operativi.
A trainare i conti è stato l’andamento positivo del margine di interesse, cresciuto grazie al livello ancora elevato dei tassi e alla gestione efficiente del portafoglio di impieghi e depositi. L’aumento dei ricavi derivanti dall’attività tradizionale di intermediazione ha permesso di compensare il rallentamento di alcune componenti commissionali, in particolare nel comparto del risparmio gestito, dove l’instabilità dei mercati ha frenato la raccolta netta. Le commissioni da servizi bancari e assicurativi, tuttavia, restano sostenute e mostrano un andamento più regolare, confermando la bontà del modello di business diversificato adottato dal gruppo.
L’efficienza operativa di Intesa Sanpaolo si è ulteriormente rafforzata, con un rapporto costi/ricavi in miglioramento rispetto allo scorso esercizio. Le spese amministrative e del personale sono rimaste sotto controllo, grazie anche all’utilizzo crescente di strumenti digitali e all’ottimizzazione dei processi interni. Il gruppo ha proseguito nel programma di investimenti in tecnologia, automazione e sicurezza informatica, obiettivi chiave del piano industriale 2022-2025, volto a coniugare modernizzazione e redditività.
Dal punto di vista patrimoniale, la banca ha confermato una posizione di grande solidità. Il coefficiente CET1 fully loaded si mantiene ben al di sopra dei requisiti regolamentari, attestandosi intorno al 14,7%, uno dei più elevati tra gli istituti europei. La qualità del credito resta elevata, con una riduzione ulteriore dei crediti deteriorati netti, ormai su livelli minimi storici. Il costo del rischio si è mantenuto contenuto, sostenuto dalla resilienza del portafoglio e dalle politiche di gestione prudenziale. Anche il livello di copertura dei crediti deteriorati rimane ampio, garantendo alla banca una solida protezione contro eventuali shock macroeconomici.
L’attività commerciale ha registrato un andamento positivo sia nel comparto retail che nel corporate. La domanda di credito da parte delle imprese si mantiene stabile, con un focus crescente sui finanziamenti legati alla transizione energetica e ai progetti di sostenibilità. Il gruppo continua inoltre a rafforzare la propria presenza nel settore dei servizi assicurativi e del risparmio, con una crescita significativa nei premi delle polizze vita e non vita. Il contributo della divisione assicurativa, insieme a quello di Eurizon e Fideuram, ha permesso di stabilizzare i ricavi anche in un contesto di mercato complesso.
La forte generazione di utile ha consentito al gruppo di proseguire la politica di remunerazione degli azionisti, confermando la distribuzione di un acconto dividendo consistente e mantenendo aperta la possibilità di ulteriori buyback nel corso del 2026. La strategia di redistribuzione, già al centro della pianificazione del gruppo, si basa sull’obiettivo di offrire ritorni sostenibili senza compromettere la solidità patrimoniale.
Nel contesto generale del sistema bancario europeo, il risultato di Intesa Sanpaolo assume particolare rilievo. Mentre diverse banche continentali registrano una redditività in calo per effetto dell’aumento dei costi e della contrazione dei margini, l’istituto italiano si distingue per una gestione equilibrata e per la capacità di trarre vantaggio da un modello integrato che combina banca tradizionale, wealth management e assicurazione. Questo approccio, unitamente alla dimensione internazionale raggiunta dal gruppo, rafforza la sua competitività anche in vista delle sfide future legate alla normalizzazione dei tassi e all’evoluzione dei mercati finanziari.
Le prospettive per l’ultimo trimestre dell’anno restano improntate alla prudenza, ma il management conferma l’obiettivo di chiudere il 2025 con un utile complessivo superiore a quello dell’anno precedente. La banca punta a mantenere elevata la redditività operativa, continuando a investire in innovazione e nella digitalizzazione dei servizi, elementi che costituiscono ormai una leva strutturale per la crescita e la sostenibilità nel lungo periodo.

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