Inflazione e risparmio: la difficile gestione delle famiglie italiane
- Giuseppe Politi

- 2 set
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L’inflazione continua a rappresentare la principale preoccupazione delle famiglie italiane. Sebbene in rallentamento rispetto ai picchi del 2022-2023, i prezzi restano più alti del periodo pre-crisi, incidendo soprattutto su alimentari, trasporti ed energia.
Il potere d’acquisto dei salari non è ancora tornato ai livelli precedenti, costringendo molti nuclei familiari a modificare le abitudini di consumo. Cresce la quota di reddito destinata alle spese obbligate, mentre cala quella riservata al risparmio.
I dati confermano una riduzione dei depositi bancari, accompagnata però da un incremento degli investimenti in strumenti a breve termine come i BTP e i conti deposito, tornati attrattivi grazie ai tassi più elevati. Questa tendenza segnala una maggiore prudenza: le famiglie cercano sicurezza piuttosto che rendimenti rischiosi.
Il rischio sociale è che la compressione del risparmio incida sulla stabilità di lungo periodo, riducendo la capacità di affrontare imprevisti o di investire in istruzione e casa. La sfida politica è sostenere il reddito reale con strumenti fiscali mirati e incentivi agli investimenti produttivi, evitando che il Paese perda uno dei suoi storici punti di forza: l’elevata propensione al risparmio.




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