India, esplosione a Nuova Delhi: otto morti e decine di feriti in un’auto devastata dalle fiamme
- piscitellidaniel
- 10 nov
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Una violenta esplosione ha scosso nella notte la capitale indiana, Nuova Delhi, provocando la morte di otto persone e numerosi feriti. L’incidente, avvenuto nel quartiere industriale di Mayapuri, ha coinvolto un’autovettura che, secondo le prime ricostruzioni, trasportava materiali altamente infiammabili. L’esplosione, udita a diversi chilometri di distanza, ha causato il crollo di alcune strutture adiacenti e innescato un incendio che ha richiesto l’intervento di numerose squadre dei vigili del fuoco. Le autorità indiane hanno immediatamente avviato un’indagine per determinare le cause dell’accaduto, mentre il governo centrale ha espresso cordoglio alle famiglie delle vittime e disposto aiuti per i feriti.
Le prime informazioni fornite dalla polizia locale indicano che l’esplosione si è verificata intorno alle due del mattino. L’auto, una vettura di medie dimensioni, sarebbe stata parcheggiata vicino a un deposito di rottami metallici, dove operano quotidianamente decine di lavoratori. L’onda d’urto ha investito i capannoni circostanti, distruggendo veicoli e attrezzature industriali. Le autorità sospettano che nel veicolo fossero presenti bombole di gas o sostanze chimiche utilizzate per la lavorazione dei metalli, che avrebbero reagito in modo incontrollato generando la deflagrazione. I soccorsi sono stati immediati, ma la violenza dell’esplosione ha reso difficili le operazioni di recupero. Molti corpi sono stati trovati carbonizzati, rendendo complesso il riconoscimento delle vittime.
Il commissario di polizia di Delhi ha dichiarato che le indagini si concentrano su due piste principali: un incidente dovuto a negligenza nella manipolazione di materiali infiammabili o un atto deliberato di sabotaggio. Gli inquirenti non escludono la possibilità che l’auto contenesse esplosivi artigianali, anche se al momento non sono emersi elementi che indichino un attentato. Le autorità hanno tuttavia disposto un rafforzamento delle misure di sicurezza nei principali punti sensibili della capitale, compresi i centri governativi e le stazioni ferroviarie, in via precauzionale.
Il quartiere di Mayapuri, teatro dell’esplosione, è noto per la presenza di numerosi impianti di riciclo e depositi di rottami industriali. Le condizioni di sicurezza in queste aree sono spesso oggetto di critiche da parte delle associazioni per la tutela del lavoro, che denunciano l’assenza di controlli adeguati e l’uso diffuso di materiali pericolosi senza autorizzazioni. L’incidente di oggi riaccende il dibattito sulla sicurezza industriale in India, dove le esplosioni legate a gas o sostanze chimiche restano purtroppo frequenti. Negli ultimi anni si sono verificati numerosi episodi analoghi in diversi Stati del Paese, spesso causati da violazioni delle norme ambientali e da carenze nei protocolli di prevenzione.
Il primo ministro indiano ha espresso il proprio dolore per la tragedia e ha annunciato l’apertura di un’inchiesta ministeriale per accertare eventuali responsabilità. In un comunicato ufficiale, il governo ha garantito che saranno adottate misure per rafforzare la vigilanza nei settori industriali a rischio, in particolare nelle aree urbane densamente popolate. Le autorità locali di Delhi hanno attivato un fondo di emergenza per le famiglie delle vittime e disposto il trasferimento immediato dei feriti più gravi verso gli ospedali specializzati della capitale.
I testimoni raccontano scene di panico e distruzione. Alcuni residenti hanno riferito di aver avvertito un forte boato seguito da un lampo di luce e da una colonna di fumo visibile anche dal centro città. Le fiamme hanno avvolto l’area nel giro di pochi minuti, rendendo impossibile avvicinarsi per prestare soccorso. I vigili del fuoco hanno impiegato più di tre ore per domare l’incendio, utilizzando mezzi speciali e schiume ritardanti. I detriti sono stati sparsi per centinaia di metri, e l’area è stata isolata in attesa delle verifiche degli artificieri.
Le squadre di soccorso hanno lavorato per tutta la notte nel tentativo di recuperare eventuali dispersi. Tra i feriti, alcuni versano in condizioni critiche a causa delle ustioni riportate. Gli ospedali di Delhi hanno attivato unità di emergenza dedicate e il governo ha messo a disposizione un numero verde per fornire informazioni alle famiglie. Sul posto sono arrivati anche esperti dell’Agenzia nazionale per la gestione dei disastri, incaricati di condurre le analisi tecniche sulle cause dell’esplosione.
L’incidente di Delhi ha riportato alla ribalta la questione della gestione dei materiali pericolosi nelle aree urbane. Nonostante le leggi indiane prevedano severe sanzioni per chi trasporta o immagazzina sostanze esplosive senza licenza, i controlli restano insufficienti. Molte aziende operano ai margini della legalità, approfittando della scarsa vigilanza e dell’inefficienza dei sistemi di ispezione. Le autorità stanno ora esaminando le licenze delle attività presenti nella zona, per verificare se l’auto coinvolta fosse collegata a una di esse o se si trattasse di un trasporto illegale.
Anche le organizzazioni ambientaliste hanno espresso preoccupazione per l’eventuale dispersione di sostanze tossiche nell’atmosfera. Le prime analisi non hanno rilevato livelli anomali di inquinanti, ma il ministero dell’Ambiente ha disposto monitoraggi prolungati per escludere rischi per la salute pubblica. Nel frattempo, l’area dell’esplosione rimane completamente transennata e sorvegliata, mentre proseguono le operazioni di bonifica e di raccolta dei campioni da parte della polizia scientifica.
L’episodio si aggiunge a una lunga serie di incidenti che negli ultimi anni hanno messo in discussione la sicurezza industriale del Paese. L’India, pur avendo registrato una forte crescita economica, continua a fare i conti con infrastrutture obsolete, mancanza di controlli e scarsa applicazione delle normative. La tragedia di Nuova Delhi rappresenta un nuovo campanello d’allarme sulla necessità di un intervento strutturale, capace di garantire che simili disastri non si ripetano in un Paese dove la convivenza tra sviluppo industriale e sicurezza pubblica rimane ancora una sfida irrisolta.

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