In autunno uno su due turisti in Italia sarà straniero: boom dell’incoming dall’estero sul turismo nazionale
- piscitellidaniel
- 27 ott 2025
- Tempo di lettura: 3 min
Secondo le stime più recenti elaborate per il periodo autunnale, circa uno su due turisti che soggiorneranno in Italia sarà un visitatore internazionale proveniente dall’estero. L’analisi del mercato turistico evidenzia un’inversione di tendenza rispetto alla domanda interna: la propensione degli italiani a viaggiare resta stabile o addirittura in lieve calo, mentre quella degli stranieri verso il nostro Paese è suscettibile di un’accelerazione significativa. Le motivazioni alla base di questa dinamica sono molteplici: attrattività delle destinazioni italiane, svalutazione dell’euro che rende l’Italia più competitiva per i visitatori extra-UE, e politiche promozionali mirate da parte di regioni e città d’arte nel periodo settembre-novembre.
Il fenomeno interessa in modo trasversale sia le destinazioni tradizionalmente turistiche — città d’arte come Roma, Firenze e Venezia — sia le località meno note che propongono turismo esperienziale, enogastronomico o naturalistico, dove l’incoming internazionale comincia a diventare la quota prevalente della domanda. In particolare, si segnala che la fascia temporale dell’autunno sta guadagnando terreno come periodo ideale per le visite: il clima più mite, la minore affluenza, i costi medi leggermente inferiori rispetto all’estate e la diffusione di eventi culturali o festival tematici contribuiscono ad attirare visitatori esteri in ricerca di una proposta diversificata e “slow”.
Nel dettaglio delle nazionalità, i principali mercati storici mostrano segnali di ripresa o crescita: turisti provenienti da Germania, Francia, Regno Unito, Paesi Bassi e Scandinavia restano fondamentali, ma si osserva anche un aumento della quota proveniente da Stati Uniti, Canada, paesi del Golfo e Asia orientale. Questa diversificazione dei bacini d’origine rende il settore più resilienti alle fluttuazioni economiche in un singolo country-mercato. In termini di spesa, i turisti internazionali tendono a generare consumi più elevati, includendo pernottamenti in strutture di categoria superiore, ristorazione fine dining e acquisti esperienziali. Per molte regioni italiane, l’incoming rappresenta quindi una leva strategica non solo per il volume dei visitatori, ma per il valore aggiunto economico.
Sul fronte dell’offerta, albergatori, gestori di strutture ricettive e operatori turistici stanno modulando la loro strategia: tariffe aggiornate, pacchetti “autunno internazionale”, accordi con tour operator esteri e promozione in lingue diverse aumentano la capacità di attrazione verso il turista straniero. Le città d’arte anticipano che saranno concentrate campagne di marketing nei principali aeroporti internazionali, così da intercettare il flusso in entrata e stimolare soggiorni più lunghi. Le località balneari e montane, tradizionalmente pit-stop estivi, mirano a consolidare l’autunno come “seconda stagione” utile a compensare i periodi di minore carico estivo e a ridurre la stagionalità.
Tuttavia, la forte crescita dell’incoming estero comporta anche sfide operative per il sistema turistico italiano. In molte destinazioni, l’infrastruttura – trasporti, parcheggi, servizi turistici, ristorazione multilingue – dovrà adattarsi all’aumento degli stranieri e alle loro esigenze specifiche: orari diversi, richieste culturali differenti, modalità di prenotazione anticipata più accentuate. Le amministrazioni locali sono chiamate a collaborare con gli operatori per garantire politiche di accoglienza adeguate e sostenibili, evitando pressioni eccessive sugli ambienti urbani e sui servizi comunali. La sostenibilità del turismo internazionale, soprattutto nelle aree urbane più fragili o in alto gradino di attrazione, diventa un tema centrale: evitare l’over-turismo, tutelare il patrimonio artistico e promuovere una gestione equilibrata della presenza estera.
Dal punto di vista macroeconomico, il beneficio atteso è rilevante: la componente degli stranieri contribuisce in misura maggiore al reddito del settore turistico e al bilancio commerciale, poiché include spese extra-alloggio (ristorazione, shopping, accesso a eventi, gite organizzate) e tende a generare dinamiche positive anche per il trasporto aereo, ferroviario e le attrazioni museali. L’aumento della domanda internazionale in autunno può essere interpretato anche come risposta a un contesto generale di moderata crescita economica in Europa e nel mondo: l’Italia si posiziona come meta “sicura” e culturalmente attrattiva, anche grazie all’anticipazione del turismo stagionale da parte di visitatori stranieri che scelgono periodi meno affollati e più flessibili rispetto all’estate.

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