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Il riconoscimento delle pronunce dopo la Brexit

Dal 1° luglio 2025 il Regno Unito applica la Convenzione dell’Aia del 2019 sul riconoscimento delle decisioni straniere in materia civile e commerciale.

L’accordo introduce un sistema multilaterale che consente l’esecuzione automatica delle sentenze tra Stati contraenti, tra cui l’UE e l’Italia, senza revisione nel merito.

Sono escluse materie come diritto di famiglia, successioni, fallimenti, penale e proprietà intellettuale.

Il riconoscimento richiede che la decisione sia esecutiva nello Stato d’origine e conforme a criteri di giurisdizione accettabili, come la residenza del convenuto o un accordo tra le parti.

Il rifiuto è ammesso solo per motivi tassativi, tra cui violazione del diritto di difesa o contrarietà all’ordine pubblico.

La procedura di esecuzione resta regolata dal diritto interno, come in Italia dall’art. 67 della L. 218/1995.

Per gli avvocati italiani, l’adesione britannica facilita l’enforcement delle sentenze e aumenta la certezza nei rapporti transnazionali.

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