Il futuro del lavoro tra automazione e intelligenza artificiale
- Giuseppe Politi

- 1 set
- Tempo di lettura: 1 min
Aggiornamento: 8 set
Il mercato del lavoro globale è attraversato da una trasformazione epocale guidata dall’automazione e dall’intelligenza artificiale. Settori tradizionali come la manifattura e la logistica stanno adottando robot e algoritmi capaci di sostituire mansioni ripetitive, mentre nelle professioni intellettuali l’IA genera strumenti di supporto alle decisioni che modificano radicalmente il contenuto delle attività.
In Italia, il rischio di sostituzione di alcune mansioni si accompagna a nuove opportunità. I comparti più esposti sono quelli a basso valore aggiunto, come la produzione in serie o i servizi amministrativi standardizzati. Al contrario, cresce la domanda di competenze legate alla programmazione, alla gestione dei dati, al controllo qualità e alla manutenzione dei sistemi automatizzati.
Il nodo cruciale è la formazione: il mismatch tra domanda e offerta di lavoro rischia di ampliarsi se il sistema educativo e la formazione continua non sapranno anticipare i fabbisogni emergenti. Le politiche attive devono quindi puntare non solo a ricollocare chi perde il lavoro, ma soprattutto a riqualificare.
Il dibattito riguarda anche l’etica: l’uso massiccio dell’IA nelle decisioni aziendali solleva interrogativi sulla trasparenza e sull’impatto sociale. Serve una regolamentazione che bilanci innovazione e tutela dei lavoratori.
In prospettiva, il lavoro non scomparirà, ma cambierà volto: la vera sfida è accompagnare la transizione per evitare nuove fratture sociali.




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