Hillary Clinton: “Mai incontrato Epstein, non sapevo dei suoi crimini. Chiamate Trump, non me”
- piscitellidaniel
- 1 giorno fa
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Hillary Clinton torna a intervenire pubblicamente sul caso Jeffrey Epstein, respingendo ogni coinvolgimento personale e dichiarando di non aver mai incontrato il finanziere condannato per reati sessuali. L’ex segretaria di Stato e candidata democratica alla presidenza ha affermato di non aver avuto alcuna conoscenza dei crimini commessi da Epstein, invitando a indirizzare eventuali domande all’ex presidente Donald Trump, il cui nome è stato più volte associato al caso nel dibattito politico e mediatico.
Le dichiarazioni di Clinton si inseriscono in una vicenda che continua a generare attenzione negli Stati Uniti e a livello internazionale. Il caso Epstein, conclusosi con la morte del finanziere in carcere nel 2019, ha coinvolto numerose personalità del mondo politico, economico e accademico, alimentando sospetti e polemiche sulla rete di relazioni costruita dall’imprenditore nel corso degli anni. Le inchieste giudiziarie e giornalistiche hanno esaminato contatti e frequentazioni, senza che ciò comportasse necessariamente responsabilità penali per la maggior parte delle persone citate.
Clinton ha ribadito con fermezza di non aver avuto rapporti con Epstein, sottolineando di non essere mai stata parte del suo circuito sociale o professionale. La presa di posizione arriva in un contesto politico caratterizzato da forte polarizzazione, nel quale il caso viene spesso utilizzato come elemento di scontro tra democratici e repubblicani. Il riferimento a Trump rappresenta un chiaro richiamo alle fotografie e ai contatti passati documentati tra l’ex presidente e Epstein, tema già oggetto di discussione pubblica negli anni precedenti.
La vicenda assume rilievo anche per la dimensione simbolica delle figure coinvolte. Hillary Clinton, storica esponente del Partito democratico e protagonista della politica statunitense per decenni, è stata più volte al centro di polemiche e attacchi politici. L’associazione del suo nome al caso Epstein rientra in un clima di confronto acceso, in cui accuse e smentite si susseguono nel dibattito pubblico.
Dal punto di vista giuridico, non risultano contestazioni formali nei confronti di Clinton in relazione ai reati attribuiti a Epstein. L’ex segretaria di Stato ha sottolineato di non aver avuto alcuna informazione o sospetto riguardo alle attività criminali del finanziere. Il suo intervento mira a chiarire la posizione personale e a contrastare eventuali insinuazioni circolate sui media o sui social network.
Il caso Epstein continua a essere oggetto di analisi e discussione, anche per le circostanze della morte in carcere del finanziere, che hanno alimentato teorie e sospetti. Le autorità statunitensi hanno concluso per il suicidio, ma la vicenda resta un punto sensibile nell’opinione pubblica. La rete di relazioni costruita da Epstein, che includeva imprenditori, politici e accademici, è stata scrutinata attentamente, generando un clima di diffidenza verso le élite.
Le dichiarazioni di Clinton si collocano in una fase pre-elettorale negli Stati Uniti, in cui i temi legati all’integrità e alla trasparenza delle figure pubbliche assumono particolare rilievo. Il richiamo a Trump riflette la persistente rivalità politica tra i due schieramenti e la volontà di respingere accuse ritenute infondate. Il caso Epstein continua a rappresentare un elemento di forte impatto emotivo e mediatico, capace di riemergere ciclicamente nel confronto politico.
La presa di posizione dell’ex segretaria di Stato mira dunque a delimitare il perimetro delle responsabilità e a ribadire l’assenza di qualsiasi legame con le attività criminali di Epstein. In un contesto caratterizzato da polarizzazione e da un uso frequente delle vicende giudiziarie come strumento di polemica politica, le dichiarazioni pubbliche assumono un valore strategico nel definire la narrazione e nel tutelare la reputazione personale e istituzionale.

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