Harvard sotto attacco: Trump revoca contratti federali per 100 milioni di dollari e minaccia l’autonomia accademica
- piscitellidaniel
- 27 mag
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Lunedì 27 maggio 2025, l'amministrazione Trump ha annunciato la cancellazione di tutti i contratti federali rimanenti con l'Università di Harvard, per un valore stimato di circa 100 milioni di dollari. Questa decisione rappresenta l'ultimo capitolo di un conflitto crescente tra la Casa Bianca e l'ateneo di Cambridge, accusato di non aver affrontato adeguatamente episodi di antisemitismo e di promuovere politiche considerate ideologicamente orientate.
Il commissario del Federal Acquisition Service, Josh Gruenbaum, ha inviato una direttiva alle agenzie federali, ordinando la revisione e la cessazione dei contratti in essere con Harvard, a meno che non siano ritenuti indispensabili. Le agenzie sono state invitate a cercare fornitori alternativi e a riferire sulle azioni intraprese entro il 6 giugno.
Questa mossa segue il congelamento, avvenuto ad aprile, di 2,2 miliardi di dollari in sovvenzioni federali e 60 milioni di dollari in contratti pluriennali con l'università. La Casa Bianca ha giustificato tali azioni citando la presunta tolleranza di Harvard verso l'antisemitismo e la discriminazione razziale nelle ammissioni, nonché la mancanza di allineamento con le priorità federali in materia di diversità di opinioni e pratiche basate sul merito.
Il presidente di Harvard, Alan Garber, ha reagito con fermezza, esortando le università americane a unirsi contro le azioni dell'amministrazione Trump. Ha sottolineato che le misure adottate rappresentano una minaccia all'autonomia accademica e ha annunciato l'intenzione di intraprendere azioni legali per recuperare i fondi congelati e proteggere il diritto dell'università di accogliere studenti internazionali.
Parallelamente, l'amministrazione ha intensificato la pressione su Harvard, minacciando di revocare lo status di esenzione fiscale dell'università, il che potrebbe comportare un aumento del carico fiscale annuale di circa 850 milioni di dollari. Inoltre, è stato richiesto all'ateneo di fornire un elenco degli studenti stranieri in possesso di visto, con la minaccia di revocare la possibilità per Harvard di ammettere studenti internazionali in futuro.
Queste azioni si inseriscono in un contesto più ampio di tensioni tra l'amministrazione Trump e le istituzioni accademiche d'élite, accusate di promuovere ideologie divisive e di non proteggere adeguatamente gli studenti ebrei durante le proteste pro-palestinesi nei campus. Harvard, in particolare, è stata criticata per aver rifiutato di implementare le modifiche richieste dal governo in materia di politiche di assunzione, ammissione e programmi accademici.
La comunità accademica ha espresso preoccupazione per le implicazioni di queste misure. Circa 1.900 studiosi hanno firmato un appello contro gli attacchi dell'amministrazione alla scienza e alla libertà accademica, denunciando le cancellazioni di sovvenzioni federali e le revisioni di finanziamenti su base ideologica.
Nel frattempo, altre università, come la Columbia, hanno subito tagli significativi ai finanziamenti federali, con conseguenti licenziamenti di ricercatori e modifiche alle politiche interne per conformarsi alle richieste governative. Harvard, tuttavia, ha scelto di resistere, rifiutando di cedere alle pressioni e difendendo la propria indipendenza istituzionale.
La situazione rimane tesa, con l'amministrazione Trump determinata a riformare il sistema dell'istruzione superiore e le università come Harvard impegnate a difendere i principi di autonomia e libertà accademica. Le prossime settimane saranno cruciali per determinare l'esito di questo scontro tra potere politico e istituzioni educative.

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