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GOL Lombardia, oltre metà dei partecipanti trova lavoro e il programma ridisegna le politiche attive regionali

Il programma GOL – Garanzia di occupabilità dei lavoratori si conferma in Lombardia come uno degli strumenti più rilevanti delle politiche attive del lavoro, mostrando risultati che incidono in modo concreto sul mercato occupazionale regionale. Oltre la metà dei candidati presi in carico ha infatti trovato un’occupazione al termine del percorso, un dato che evidenzia l’efficacia dell’impianto operativo e la capacità del sistema lombardo di tradurre le risorse disponibili in opportunità reali di inserimento lavorativo. Il risultato assume particolare rilievo se collocato nel contesto di un mercato del lavoro segnato da forti trasformazioni strutturali, dalla crescente polarizzazione delle competenze e da un disallineamento persistente tra domanda e offerta. Il programma si rivolge a una platea ampia e articolata, che include disoccupati di lunga durata, beneficiari di ammortizzatori sociali, lavoratori fragili e persone con competenze non più coerenti con le esigenze produttive, ponendosi l’obiettivo di accompagnare ciascun profilo verso un percorso personalizzato di reinserimento o riqualificazione.


Il funzionamento del GOL in Lombardia si fonda su una presa in carico strutturata, che combina orientamento, formazione e accompagnamento al lavoro, coinvolgendo in modo integrato centri per l’impiego, operatori accreditati e imprese. L’elevata percentuale di inserimenti occupazionali è legata anche alla capacità del sistema regionale di intercettare i fabbisogni professionali delle aziende, indirizzando i candidati verso percorsi formativi mirati e spendibili nel breve periodo. Particolare attenzione viene riservata ai settori con maggiore domanda di lavoro, come manifattura avanzata, logistica, servizi alla persona, digitale e transizione ecologica, ambiti nei quali la carenza di profili qualificati rappresenta un vincolo alla crescita. Il programma ha inoltre contribuito a rafforzare il ruolo della formazione come leva centrale delle politiche attive, superando logiche assistenziali e puntando su un modello orientato ai risultati occupazionali, con un monitoraggio costante degli esiti e una progressiva calibrazione degli interventi in base all’efficacia riscontrata.


I dati relativi al GOL in Lombardia mettono in evidenza anche un cambiamento culturale nel rapporto tra politiche pubbliche e mercato del lavoro, con una maggiore enfasi sulla occupabilità piuttosto che sulla sola tutela del reddito. Il fatto che oltre la metà dei partecipanti abbia trovato un’occupazione segnala una capacità di risposta concreta alle esigenze di persone che rischiavano di rimanere ai margini del mercato, ma evidenzia anche la necessità di proseguire lungo questa direttrice per affrontare le criticità ancora presenti. Restano infatti differenze significative nei risultati a seconda delle fasce di età, dei livelli di istruzione e delle competenze possedute, così come tra territori con strutture produttive differenti. In questo quadro, l’esperienza lombarda del GOL viene osservata come un possibile modello di riferimento, capace di integrare risorse europee, governance regionale e coinvolgimento del tessuto imprenditoriale, contribuendo a ridisegnare in modo strutturale le politiche attive del lavoro e a rafforzare la capacità del sistema di adattarsi a un mercato in continua evoluzione.

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