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Germania, la polizia federale potrà abbattere droni sospetti: via libera alla legge sulla sicurezza aerea

La Germania ha approvato una nuova normativa che attribuisce alla polizia federale il potere di neutralizzare e, nei casi più gravi, abbattere droni sospetti che rappresentino un rischio per la sicurezza pubblica o nazionale. La misura, inserita in un pacchetto di riforme sulla tutela delle infrastrutture critiche e sulla sicurezza dei cieli, risponde al crescente numero di incursioni di velivoli senza pilota non identificati registrate negli ultimi mesi nei pressi di aeroporti, basi militari e siti industriali sensibili.


Il governo federale ha sottolineato che la decisione nasce da un’esigenza di protezione concreta, dopo episodi che hanno dimostrato la vulnerabilità dello spazio aereo tedesco. Secondo i dati forniti dal Ministero dell’Interno, solo nel 2025 sono stati segnalati oltre 140 episodi di sorvoli irregolari, di cui alcuni hanno provocato sospensioni temporanee delle attività negli aeroporti di Francoforte e Berlino. In altri casi, droni non identificati sono stati avvistati sopra centrali elettriche, depositi di carburante e installazioni militari, determinando l’apertura di indagini per possibili minacce ibride o operazioni di spionaggio.


La legge conferisce alla Bundespolizei il potere di intervenire in tempo reale contro i droni ritenuti pericolosi. L’intervento potrà consistere nel blocco del segnale radio, nella deviazione del velivolo o, qualora le prime misure non siano sufficienti, nell’abbattimento fisico. L’uso della forza sarà consentito solo previa valutazione della minaccia e secondo protocolli stabiliti da un’autorità centrale di controllo, che definirà caso per caso il grado di rischio e l’azione proporzionata da adottare. Il ministro dell’Interno ha spiegato che l’obiettivo non è militarizzare il cielo tedesco, ma garantire la sicurezza di cittadini e infrastrutture in un contesto tecnologico sempre più complesso.


Il provvedimento stabilisce inoltre la creazione di un centro federale di coordinamento per la difesa contro i droni, che opererà come cabina di regia tra le forze di polizia, le autorità aeroportuali, l’aviazione civile e la Bundeswehr. Questo centro dovrà gestire in tempo reale le informazioni sugli avvistamenti, analizzare le traiettorie dei velivoli e autorizzare eventuali azioni di contrasto. Ogni abbattimento sarà documentato e soggetto a revisione da parte di un organismo di garanzia indipendente, con l’obiettivo di assicurare trasparenza e controllo democratico.


La legge tedesca introduce anche nuove disposizioni per la registrazione e la tracciabilità dei droni civili. Tutti i dispositivi superiori a determinate dimensioni dovranno essere dotati di sistemi di identificazione elettronica e trasmissione del segnale, in modo da poter essere riconosciuti a distanza dalle autorità. È inoltre previsto l’obbligo di comunicare preventivamente voli in aree urbane o in prossimità di infrastrutture sensibili, pena sanzioni elevate e il sequestro del velivolo.


Le autorità tedesche hanno giustificato la misura con la crescente minaccia rappresentata dai droni commerciali modificati. Gli esperti di sicurezza segnalano che questi dispositivi, facilmente reperibili e personalizzabili, possono essere impiegati per attività di ricognizione, trasporto di materiale illegale o interferenze elettroniche. Alcuni episodi recenti hanno riguardato anche l’uso di droni per trasportare esplosivi o sostanze pericolose. La possibilità di reagire in modo immediato diventa dunque cruciale per prevenire danni e garantire la sicurezza delle aree sensibili.


Sul piano politico, la decisione ha diviso il Parlamento. I partiti della coalizione di governo hanno sostenuto la norma come risposta necessaria alla nuova realtà tecnologica, mentre alcune forze dell’opposizione hanno espresso preoccupazione per il rischio di abuso di potere e per i possibili danni collaterali derivanti dall’abbattimento di velivoli in zone densamente abitate. I gruppi ambientalisti hanno inoltre sollevato il tema del rischio ambientale e della sicurezza dei cittadini, chiedendo che venga privilegiato l’uso di tecniche di disattivazione elettronica rispetto alla distruzione fisica.


I sindacati di polizia hanno accolto positivamente la riforma, ma hanno chiesto un piano di formazione specifico per gli agenti che dovranno operare in contesti complessi e ad alto rischio. L’intervento contro un drone sospetto richiede infatti competenze tecniche e operative non comuni: la valutazione della distanza, del peso e della traiettoria può risultare determinante per evitare danni accidentali. Le autorità federali intendono quindi dotare i reparti speciali di apparecchiature dedicate — radar, cannoni a onde elettromagnetiche, sistemi di puntamento ottico — in grado di neutralizzare il bersaglio in modo controllato.


La Germania si unisce così a un gruppo ristretto di Paesi europei che hanno scelto di regolamentare in modo esplicito la possibilità di neutralizzare droni non autorizzati. La legge prevede un periodo di sperimentazione di due anni, durante il quale saranno valutati i risultati e l’impatto operativo della misura, prima di una possibile estensione definitiva del provvedimento a tutto il territorio federale.

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