Gaza, nuova notte di sangue: almeno 44 morti nei raid israeliani
- piscitellidaniel
- 20 mag
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Nelle prime ore del 18 marzo 2025, la Striscia di Gaza è stata teatro di una delle notti più sanguinose dall'inizio del conflitto tra Israele e Hamas. Secondo il ministero della Salute di Gaza, almeno 44 persone hanno perso la vita a causa dei bombardamenti israeliani, che hanno colpito diverse aree dell'enclave palestinese. Le autorità israeliane hanno dichiarato di aver preso di mira obiettivi militari legati ad Hamas, ma numerosi civili, tra cui donne e bambini, risultano tra le vittime.
Ripresa delle ostilità dopo la tregua
Questi attacchi segnano la fine della tregua iniziata il 19 gennaio 2025, durante la quale si erano registrati sporadici episodi di violenza ma nessuna offensiva su larga scala. La ripresa delle ostilità è stata giustificata da Israele con il rifiuto di Hamas di accettare una proposta di cessate il fuoco avanzata dagli Stati Uniti. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato che l'operazione militare è necessaria per garantire la sicurezza del paese e per ottenere il rilascio degli ostaggi ancora detenuti da Hamas.
Reazioni internazionali e appelli alla calma
La comunità internazionale ha espresso profonda preoccupazione per l'escalation del conflitto. L'Unione Europea ha chiesto un immediato cessate il fuoco e la ripresa dei negoziati di pace, mentre le Nazioni Unite hanno convocato una riunione d'emergenza del Consiglio di Sicurezza per discutere della situazione. Organizzazioni umanitarie, tra cui l'UNICEF, hanno denunciato l'alto numero di vittime civili e l'impatto devastante dei bombardamenti sulla popolazione di Gaza.
Situazione umanitaria critica
La ripresa dei bombardamenti ha aggravato ulteriormente la già precaria situazione umanitaria nella Striscia di Gaza. Molti ospedali sono al collasso, mancano medicinali e attrezzature mediche, e l'accesso agli aiuti umanitari è fortemente limitato. Le agenzie umanitarie presenti sul territorio hanno lanciato un appello urgente per l'apertura di corridoi umanitari che permettano l'ingresso di aiuti e il soccorso ai feriti.
Prospettive future
La ripresa delle ostilità tra Israele e Hamas rischia di compromettere ulteriormente le già fragili prospettive di pace nella regione. La comunità internazionale è chiamata a intensificare gli sforzi diplomatici per fermare l'escalation e promuovere una soluzione duratura al conflitto. Nel frattempo, la popolazione di Gaza continua a vivere sotto la minaccia costante dei bombardamenti, con un numero crescente di vittime civili e una crisi umanitaria che si fa ogni giorno più grave.

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